Una Onu prostituta consente le violazioni dei diritti umani palestinesi.

16 ottobre 2007

John Dugard, l’inviato Onu nei territori palestinesi occupati da Israele per la questione dei diritti umani, ha criticato la comunità internazionale, accusandola di stare a guardare passivamente e di non fare niente per impedire le gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi.

Domenica, in un’intervista alla BBC, Dugard ha detto che l’ONU dovrebbe ritirarsi dal Quartetto dei mediatori per il Medio Oriente, a meno che non si dedichi alla questione dei diritti umani palestinesi.

Dugard ha detto che la divergenza tra Fatah, sostenuto da Israele e dall’Occidente, e Hamas, il movimento islamico eletto democraticamente, sta minando il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.

Ha inoltre aggiunto che l’ONU, piuttosto che schierarsi con una fazione, cioè Fatah, dovrebbe invece recitare la parte del mediatore.

"Invece la comunità internazionale ha conferito quasi all’unanimità il suo sostegno ad una sola fazione, al Fatah".

L’ex professore sudafricano di diritto internazionale ha ribadito le recenti osservazioni da parte dell’ex inviato ONU per il Medio Oriente, Alvaro de Soto, secondo cui l’immagine d’imparzialità dell’ONU era stata pesantemente compromessa dal suo stesso coinvolgimento nel Quartetto a causa delle politiche imposte dagli USA.

Attivisti per i diritti umani all’opera in Cisgiordania hanno parlato di "un quasi totale collasso della legge e dell’ordine in tutta la Cisgiordania "

"C’è uno stato di polizia, l’autorità giudiziaria non esiste, e le forze di polizia rifiutano continuamente di rispettare gli ordini dei tribunali di rilasciare palestinesi tenuti prigionieri con l’accusa di simpatizzare per Hamas", ha detto Ahmed, che non ha voluto fornire il suo cognome per paura di possibili ritorsioni da parte delle agenzie di sicurezza dell’Autorità Palestinese.

"Ammazzano la gente, arrestano e torturano le persone. Il governo non fa niente, così come il sistema giudiziario".

Diverse persone innocenti sono state uccise e molte altre ferite, per mano del personale di sicurezza o di banditi sconosciuti affiliati con il Fatah in Cisgiordania, dopo la conquista di Gaza da parte di Hamas a metà giugno.

A Nablus, nella principale università della città, uno studente ventenne, Muhammed Raddad, lo scorso luglio è stato ucciso a sangue freddo all’esterno della struttura amministrativa del college, presumibilmente per mano di un altro studente che si dà il caso fosse un affiliato di Fatah e al servizio dell’apparato di sicurezza dell’Autorità Palestinese.

Comunque sia, le agenzie di sicurezza dell’Autorità Palestinese hanno tentato di nascondere l’accaduto, presumibilmente in collusione con l’amministrazione dell’università.

L’omicida, identificato da testimoni oculari come H.M., rimane in libertà.

Sabato scorso, nella città di Qalqilya presso il confine nord-occidentale della Cisgiordania, due palestinesi, un ragazzo di 21 anni e un bambino di 6, sono stati uccisi da poliziotti dell’Autorità Palestinese dal grilletto facile e altamente indisciplinati.

L’Autorità ha riferito che l’uomo non aveva rispettato l’ordine di fermarsi ad un improvvisato blocco stradale di polizia.

A quanto sembra, il bambino è rimasto ucciso quando i poliziotti hanno aperto il fuoco sui dimostranti che stavano protestando contro l’uccisione dell’uomo.

A seguito dell’incidente, l’Aurtorità ha istituito dei rinforzi in Qalqilya e a quanto si dice ha imposto il coprifuoco su uno dei quartieri della città dove vivono i parenti delle due vittime.

Dopo l’incidente, un funzionario del governo con sede a Ramallah ha ammesso che "effettivamente non abbiamo alcun controllo sulle agenzie di sicurezza".

In aggiunta agli omicidi e all’ondata di arresti, l’Autorità Palestinese ha attuato un giro di vite sulla libertà di parola e di pensiero, maltrattando e picchiando i sostenitori di Hamas.

Durante la festività del Eidul Fitr, che segna la fine del mese sacro del Ramadan, il personale di sicurezza palestinese a quanto pare è entrato nelle moschee, strappando via striscioni islamici, comprese le bandiere con scritto sopra l’articolo di fede islamica, "non esiste che un solo Dio e Maometto è il suo profeta".

Fatah, che aveva piazzato le sue bandiere gialle in cima alle moschee nei territori palestinesi occupati, ha chiesto ai palestinesi di tenere le proprie preghiere dell’Eid nei giardini delle scuole invece che nelle moschee. Tuttavia, pochissime persone hanno seguito l’appello.

Articolo originale:
http://www.thepeoplesvoice.org/cgi-bin/blogs/voices.php/2007
/10/16/a_prostituted_un_acquiesces_to_palestini …

Diego Traversa è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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