Un’organizzazione ebraica ‘per una pace giusta in Medio Oriente’ sfida Israele con una nave di aiuti.

Salpera lunedì una nuova nave di aiuti per Gaza. A bordo, una quindicina di volontari dell'organizzazione ebraica berlinese “Jüdische Stimme für gerechten Frieden in Nahost”, ovvero “Voce ebraica per una pace giusta in Medio Oriente”.
L'attivista, che già nel 2008 era a bordo di una nave dell'organizzazione “Free Gaza”, annuncia che a bordo della nave, già ancorata in un porto mediterraneo, ci saranno soprattutto doni di bambini tedeschi, come cartelle piene di materiale scolastico, giocattoli, strumenti musicali, e anche abiti. Beni che di soito non vengono fatti passare dagli israelini.
Sottolinea Lutz che da tempo sta cercando di fare pressione sulle autorità di Israele, soprattutto attraverso l'ambiasciata nella capitale tedesca. “Non sappiamo se ci lasceranno passare”, ha spiegato, sottolineando che la nave eviterà qualsiasi tensione con le forze di sicurezza isareliane. “Cercheremo di convincere Israele che
la nostra nave e' innocua, e che peraltro molte altre navi lo sono”. Se un'unità israeliana si avvicinerà, spiega ancora, “ci allonteneremo, ma poi cercheremo di ritornare”.
Ma di certo, prosegue, “non accetteremo l'offerta, sempre ribadita della autorità israeliane in questi casi, di far arrivare gli aiuti via terra. Spesso abbiamo provato a far arrivare così aiuti umanitari, ma non ci è mai riuscito”.
 
Il blocco resta se la Croce rossa non può visitare Shalit
Intanto resta tesa la partita diplomatica attorno al blocco della Striscia. Il Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha fatto sapere che “Israele non allenterà il blocco sulla Striscia di Gaza se Hamas non consentirà alla Croce rossa di visitare Gilad Shalit, il 23enne soldato israeliano catturato nel 2006.” Immediata la replica di Hamas che ha respinto la condizione: per il Movimento di resistenza Islamico, collegare il destino del soldato israeliano al blocco è “un tentativo di sviare e mettere uno schermo agli sforzi internazionali per rompere l'assedio”.


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