Usa – Israele: scontro sulle colonie.



Gerusalemme – Agenzie. “Non esiste alcuna crisi nelle relazioni Usa-Israele”, ha dichiarato ieri l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Oren alla radio israeliana, parlando della questione degli insediamenti.

Ma il quotidiano israeliano Haaretz non sembra essere d’accordo. I suoi redattori, infatti, hanno pubblicato l’opinione di un “gruppo di esperti di Tel Aviv altamente rispettabile”, che ha previsto che i due paesi “potrebbero essere ‘in via di collisione’, a meno che Israele non prenda misure concrete a sostegno delle sue dichiarazioni a favore della pace con i palestinesi”.

Il dibattito con l’America giunge in seguito alla denuncia ufficiale di Oren da parte degli Stati Uniti di fronte al Dipartimento di Stato Usa, denuncia motivata dal rifiuto israeliano a mettere fine all’espansione di una colonia a Gerusalemme Est.

La risposta a questo gesto ha visto i funzionari israeliani dichiarare la sovranità sionista indiscussa su Gerusalemme, che non è stata riconosciuta né dagli Stati Uniti – i quali hanno mantenuto la propria ambasciata a Tel Aviv – , né da qualsiasi altra nazione o organismo internazionale.

Oren, da parte sua, ha definito la disputa sulla costruzione delle colonie “un disaccordo su argomenti molto, molto specifici”, e ha promesso il rapido raggiungimento di una soluzione, come riporta Haaretz.

In un altro contesto, il Jerusalem Post ha riferito che gli ufficiali dell’esercito israeliano si sono riuniti a Tel Aviv martedì sera per discutere di possibili tagli o limitazioni che potrebbero subire i 3 milioni di dollari di aiuti militari inviati dagli Usa ogni anno. Secondo il giornale, i capi militari hanno preso in considerazione alcuni possibili cambiamenti sulle norme di utilizzo di questo capitale, oltre che sull’ammontare della cifra.

L’incontro si è svolto poche ore prima che un portavoce del Dipartimento di Stato, in un’intervista, definisse “prematuro” discutere eventuali pressioni finanziarie su Israele riguardo agli insediamenti e ad altre attività illegali.

Il Post ha affermato che i diplomatici israeliani hanno a loro volta escluso la possibilità di sanzioni economiche. “Non avrebbe senso. – ha commentato un funzionario – Quest’amministrazione americana crede nel dialogo fino alla fine (…) È impossibile che voglia allo stesso tempo prendere impegni con gli iraniani e sanzionare Israele. È semplicemente privo di senso”.

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