Usa ‘delusi’ dalle costruzioni a Gerusalemme est

Betlemme – Ma'an. Gli Stati Uniti hanno espresso ieri il loro disappunto dopo che Israele ha annunciato che espanderà due colonie abusive a al-Quds occupata (Gerusalemme est), mentre le negoziazioni minacciano di crollare sulla questione delle attività coloniali d'Israele.

Il nulla osta dato ieri alla costruzione delle 240 nuove unità residenziali negli insediamenti di Ramot e Pisgat Ze'ev è stato descritto dal portavoce del Dipartimento di Stato Usa Philip J. Crowley come “contrario ai nostri tentativi di riavviare le trattative dirette fra le due parti”: un parere che, come ha chiarito lo stesso Crowley, è già stato riferito a Tel Aviv.

Il portavoce ha tuttavia precisato che gli Usa erano stati informati in precedenza dei piani, al contrario di quel che era accaduto lo scorso marzo, quando Israele annunciò l'espansione dell'insediamento di Ramat Shlomo, anch'esso a Gerusalemme est; il tutto, durante una visita in Medio Oriente del vice presidente Usa Joe Biden, volta a dare inizio alle trattative di pace.

Alla domanda su come voteranno gli Stati Uniti il mese prossimo, quando la Lega Araba chiederà all'Onu di riconoscere uno Stato palestinese, Crowley ha dichiarato di non essere in grado di rispondere a una domanda così “ipotetica”, ribadendo che gli Usa continueranno a “promuovere le negoziazioni dirette come metodo migliore per risolvere il conflitto”.

Intanto, il ministero israeliano dell'Edilizia e delle costruzioni e l'Amministrazione delle terre d'Israele, ramo del Fondo nazionale ebraico in seno al governo, ha pubblicato una lista di 3.500 appalti appena assegnati, che includono anche 150 edifici a Ramot e ottanta a Pisgat Ze'ev, dove l'espansione coloniale era già cominciata quest'estate.

Alla notizia delle nuove unità approvate, il capo negoziatore dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) Saeb Erekat ha commentato che Israele, con il suo gesto, non ha fatto altro che dichiarare la fine delle trattative. “A me sembra che Netanyahu abbia fatto la sua scelta – ha affermato Erekat -: meglio le colonie della pace”.

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