Valichi di Gaza chiusi per Pasqua: blocco delle merci d’esportazione

Gaza – Ma'an. Solamente alcuni giorni dopo la riapertura dei valichi, a seguito di una decisione israeliana di bloccare le importazioni nella Striscia di Gaza, domenica sono stati nuovamente chiusi in vista della celebrazione della Pasqua ebraica.

Raed Fattuh, un funzionario dell'autorità palestinese dei valichi, ha riferito di essere stato informato domenica sera che i terminal d'importazione sarebbero rimasti chiusi lunedì e martedì, ma una loro riapertura era prevista per mercoledì.

Con tre dei quattro passaggi per le merci fra Israele e Gaza chiusi, solamente per il terminal più a sud, Kerem Abu Salaam, è attesa l'apertura durante la settimana.

Il giorno prima, Fattuh ha riferito che 250 carichi di merci e aiuti umanitari sono stati mandati a Gaza, tra cui alcuni materiali di costruzione per i progetti Unrwa e 40 nuovi veicoli a motore.

Fattuh ha aggiunto che un camion carico di fiori raccolti a Gaza è stato esportato in Europa.

L'esportazione di garofani e fragole – in aggiunta ad una modesta quantità di pomodorini e peperoni – rimane il solo materiale esportato da Gaza, nonostante a giugno Israele avesse promesso di attenuare le restrizioni sulla Striscia di Gaza.

Un recente comunicato dell'Ue includeva le esportazioni da Gaza in un accordo di esenzione d'imposta, ma un funzionario del consolato olandese a Ramallah ha affermato che le merci prodotte dagli agricoltori di Gaza, e esportate nel quadro di un progetto di aiuto supervisionato dall'Olanda, hanno già accesso al mercato europeo liberi da imposte.

Il funzionario olandese ha aggiunto che le esportazioni verso la Cisgiordania, accettate in linea generale da Israele ma mai permesse, rimangono bloccate.

Il vice-segretario per gli Affari economici del Consolato olandese, Martijn Lucassen, ha riferito a Ma'an che “il problema è stato sollevato dal ministro [degli Esteri olandese] Rosenthal [Jorge] nel suo recente incontro con le autorità israeliane, sperando che questo avrebbe portato alla ripresa dei trasferimenti delle colture da reddito in Cisgiordania”.

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