Valico di Rafah, voci dalla 'libertà' a tempo.

Gaza – Infopal

La Striscia di Gaza sta vivendo giorni di "libertà" che alleggeriscono una situazione pesante, di prigionia, che dura da otto mesi. L’apertura della frontiera con l’Egitto ha permesso il transito di centinaia di migliaia di persone da e per la Striscia verso i mercati. La gente acquista tutto ciò che per mesi era inaccessibile: formaggi, latte, scatolame, detersivi e altro sono di nuovo comparsi nei negozi e sulle bancherella della Striscia di Gaza. I commercianti hanno nuovamente potuto guadagnare qualcosa, dopo mesi di quasi inattività.

Il commerciante Abu Ahmad Mhani, che ha acquistato grandi quantità di formaggio, latte e olio, per rivenderli nel mercato della piazza Falastin, ha raccontato al nostro corrispondente di essere molto felice e ha paragonato l’apertura del valico di Rafah a “un dono dal cielo”.

La signora Aziza Hillis, in giro per il mercato per fare acquisti, ha espresso la propria soddisfazione per la presenza dei prodotti di prima necessità: "Sono venuta a comprare ciò che mi era più indispensabile: detersivi e prodotti per i miei figli".

Nonostante la mancanza di benzina, causata dal blocco israeliano dei rifornimenti di carburante, anche i tassisti di Gaza hanno guadagnato dall’apertura di Rafah, riuscendo a comprare i pezzi di ricambio per le auto.
Abu Ibrahim ha raccontato al nostro corrispondente: "Nonostante la sofferenza per mancanza di carburante, questa apertura ci ha fatto risparmiare molto: abbiamo ottenuto un po’ di diesel, oltre ai pneumatici, il tutto a prezzi bassi.
Io stesso ho comprato una grande quantità di pneumatici e li ho rivenduti in solo giorno. Speriamo che questa situazione possa durare e che la frontiera possa rimanere aperta".

Anche l’edilizia ha sofferto a causa dell’assedio israeliano imposto sulla Striscia di Gaza: tanti cantieri si sono fermati, per mancanza di materie prime. Un sacco di cemento ha raggiunto i 300 shekel: prima costava 30.

Un cittadino, Maher Hasanah, ha dichiarato al corrispondente di Infopal.it che "questa apertura ha alleggerito la morsa sui cittadini. Da tempo non riuscivo a comprare il cemento, ora ho potuto farlo, e costruirò due stanze sul tetto della casa di famiglia, per potermi sposare".

Gaza è sempre stata famosa per il mercato del pesce, ma l’impossibilità di recarsi in mare aperto a pescare, a causa delle navi militari israeliane che bombardano i pescherecci, è sparito dal mercato. Anche la mancanza di carburante necessario per mettere in funzione le barche ha avuto buon gioco nell’affossare una delle maggiori risorse economiche della Striscia.

Un altro cittadino, Hasan Dhaher, ha spiegato: "Abbiamo desiderio di mangiare i prodotti egiziani, in particolare, pesce, scatolame e formaggi. Quelli che ho comprato in questi giorni e che comprano anche i miei concittadini".

Gli abitanti di Gaza, la maggior parte dei quali è disoccupata, si sono lamentati del caro- prezzi di qualche prodotto. Molti, infatti, non hanno soldi, diversi girano per i mercati solo per guardare.

Altri, invece, temono l’imminente chiusura del valico di Rafah: molti ritengono che l’apertura del passaggio non significhi la fine della crisi o dell’assedio.

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