Vandalismo: arrestati quattro coloni

La Corte dei magistrati di Haifa ha deciso ieri di tenere in custodia quattro coloni, sospettati di aver disegnato dei graffiti razzisti sulle mura di una moschea del villaggio di Ibtin (provincia di Ramallah) martedì notte. Il Consiglio di difesa israeliano ha negato le accuse, sostenendo che non esistono solide prove che incolpino i coloni, tre dei quali hanno diciott'anni.

Il sito israeliano Ynet News ha riportato che le accuse includono offesa religiosa, cospirazione nella perpetrazione di un crimine e vandalismo, e che ciascuno degli accusati è stato interrogato separatamente per impedir loro di coordinare le varie versioni del reato. Uno dei giudici ha rifiutato di tenere le udienze a porte chiuse.

La difesa ha già chiesto il rilascio dei quattro, ma la corte ha respinto la richiesta ed esteso di sei giorni la custodia, mentre un giudice sostiene che esistono prove sufficienti contro di loro.

Le scritte apparse sulle mura della moschea, e affiancate dalla Stella di David, recitavano che “la guerra scoppierà in Giudea e Samaria”, in riferimento alla Cisgiordania occupata, e che la moschea stessa era “destinata alla demolizione”.

Mohammad Omariyya, sorvegliante della moschea, ha riferito la testimonianza di un abitante della zona, che ha visto tre coloni aggirarsi vicino alla moschea, e alla domanda perché fossero lì hanno risposto che stavano cercando un cane smarrito.

Vale la pena ricordare che la stessa moschea fu danneggiata da un incendio doloso nel 1988.

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