Violazioni israeliane al diritto alla libertà religiosa dei prigionieri durante il Ramadan

Ramallah – InfoPal. Rafat Hamdouna, direttore del Centro studi sui prigionieri ha accusato le autorità d'occupazione israeliane di violare il diritto alla libertà religiosa di detenuti e prigionieri palestinesi.

“Israele proibisce la preghiera collettiva nel cortile del penitenziario”.

L'art. 34 della IV Convenzione di Ginevra dispone: “I prigionieri di guerra godranno della più ampia libertà per la pratica della loro religione, compresa l'assistenza alle funzioni del loro culto, a condizione che si uniformino alle norme correnti di disciplina prescritte dall'autorità militare. Locali convenienti saranno riservati alle funzioni religiose” (Religione, attività intellettuali e fisiche).

“Nel corso delle visite, le autorità d'occupazione israeliane hanno vietato la consegna di testi sacri”.
Questo è garantito dall'art. 72: “I prigionieri di guerra saranno autorizzati a ricevere, per posta o mediante altro mezzo, invii individuali o collettivi contenenti specialmente derrate alimentari, capi di vestiario, medicinali e oggetti destinati a soddisfare i loro bisogni in materia di religione, di studio o di svago, compresi libri, oggetti di culto, materiale scientifico, tesi d'esame, strumenti musicali, articoli sportivi e materiale che permetta ai prigionieri di proseguire i loro studi o di esercitare un'attività artistica” (Relazioni dei prigionieri di guerra con l'esterno).

Anche dall'art 125: : “….le Potenze detentrici faranno la migliore accoglienza alle organizzazioni religiose, alle società di soccorso o a qualsiasi altro ente che venisse in soccorso ai prigionieri di guerra. Esse concederanno loro, come pure ai loro delegati debitamente accreditati, tutte le agevolazioni necessarie per visitare i prigionieri, per distribuir loro soccorsi, materiale d'ogni provenienza destinato a scopi religiosi, educativi, o ricreativi, o per aiutarle ad organizzare i loro svaghi nei campi” (Uffici d'informazione e società di soccorso concernenti i prigionieri di guerra).

“E' un obbligo morale e una questione di rispetto dei diritti di religione”, ha commentato Hamdouna nell'appellarsi alla comunità internazionale e alle organizzazioni competenti come la Croce rossa (Icr), richiamandole a far rispettare a Israele la legge internazionale.

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