Voci dal deserto.

Associazione culturale Itàca

Voci dal deserto

Intorno un deserto

Un deserto morale, un deserto culturale,

un deserto politico.

Il deserto e le sue voci

Voci del deserto e voci dal deserto

per dare voce alle voci dal deserto

la cultura critica: un ruolo decisivo.

Ciclo di incontri a Torino, aprile 2008

1. Giovedì 3 aprile ore 17.30

Aula Seminario n. 1 

Dipartimento di Storia dell’Università di Torino (Via S. Ottavio n. 20 – IV piano)

Introduzione di Alfredo Tradardi, presidente itàca

Presentazione del saggio “Disonesto ma non criminale”, di Amedeo Cottino, Carocci 2005, a cura di Rosalba Altopiedi, Università di Torino

Sarà presente l’autore, già docente all’Università di Torino

modera Franca Balsamo, Università di Torino

2. Martedì 8 aprile ore 17.30

Aula Seminario n. 1 

Dipartimento di Storia dell’Università di Torino (Via S. Ottavio n. 20 – IV piano)

Presentazione del saggio “Politicidio – Sharon e i Palestinesi”, di Baruch Kimmerling, Fazi editore 2005, a cura di Giorgio S, Frankel, Centro Luigi Einaudi (Torino)

modera Alfredo Tradardi, presidente itàca

3. Mercoledì 16 aprile ore 17.30

Aula Seminario n. 1 

Dipartimento di Storia dell’Università di Torino (Via S. Ottavio n. 20 – IV piano)

Presentazione del saggio “Il Muro di Ferro” di Avi Shlaim, il Ponte editore 2003, a cura di  Giorgio S, Frankel, Centro Luigi Einaudi (Torino)

Intervento di Gianni Vattimo, Università di Torino

modera Diana Carminati, già docente all’Università di Torino

4. Martedì 22 aprile ore 17.30

Circolo ARCI Artintown (via Berthollet 25)

Scrittori uniti da un comune destino: Ghassan Kanafani  

a cura di Wasim Dahmash, Università di Cagliari

Intervento di Gianni Vattimo, Università di Torino

modera Egi Volterrani

 “Disonesto ma non criminale” di Amedeo Cottino, Carocci 2005

Il 2 dicembre 1984, i gas tossici della fabbrica di pesticidi della multinazionale Union Carbide, per un errore di manutenzione, provocano nel giro di poche ore tra i sedicimila e i trenta mila morti a Bhopal, città indiana del Madhya Pradesh. Nel marzo del 1989 dalla petroliera Exxon Valdes, della multinazionale Exxon, fuoriescono undici milioni di galloni di petrolio: un incidente che contamina più di mille chilometri di spiagge e distrugge le condizioni di vita di migliaia di nativi americani. Nel 2003, in Italia, sono morte per infortuni sul lavoro 1.237 persone.

Chi risponde di queste stragi, di questi morti? Individui singoli? Strutture? Gerarchie?  (dal retro di copertina)

Amedeo Cottino, già ordinario di Sociologia del diritto presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino, ha studiato Giurisprudenza in Italia, Scienze sociali in Norvegia e in Svezia, dove ha insegnato a lungo dopo il conseguimento di un dottorato in Sociologia. È stato direttore dell’Istituto italiano di cultura di Stoccolma.

 

“Politicidio – Sharon e i palestinesi” di Baruch Kimmerling ,Fazi Editore 2003

 Sotto la guida di Ariel Sharon, Israele si è trasformato in un agente di distruzione non solo dell’ambiente circostante, ma anche di se stesso, avendo adottato come unico obiettivo della propria politica interna ed estera il politicidio del popolo palestmese. Con il termine "politicidio" intendo un processo che abbia come fine ultimo, la dissoluzione del popolo palestines
e in quanto legittima entità sul piano sociale, politico ed economico. Il processo può includere, ma non necessariamente, la sua parziale o totale rimozione dal territorio conosciuto come Terra di Israele. Una simile linea politica condurrà inevitabilmente alla distruzione del tessuto della società israeliana e comprometterà le fondamenta morali dello Stato ebraico in Medio Oriente. In questa ottica, il risultato sarà un duplice politicidio: il politicidio dell’entità palestinese e, nel lungo termine, anche quello dell’entità ebraica. L’attuale governo israeliano sta quindi mettendo in serio pericolo la stabilità e la sopravvivenza stessa dei popoli dell’intera regione.

Israele non è mai stato una democrazia liberale perfetta perché le sue radici e le circostanze legate a a sua nascita non l’hanno permesso. Ciò nonostante, la popolazione ebraica e il mondo occidentale lo ritenevano, non del tutto senza fondamento, l’unica democrazia mediorientale. Israele ha anche tentato di sviluppare un limitato stato sociale. Adesso, con la trasformazione di Israele in regime thatcheriano e fascista, questi aspetti positivi stanno progressivamente venendo meno. (dall’introduzione)

Baruch Kimmerling ha insegnato al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Toronto e all’Università Ebraica di Gerusalemme. In traduzione italiana è uscito anche “I Palestinesi. La Genesi di un popolo”, La Nuova Italia 2002 (con Joel S. Migdal)

“Il muro di ferro” di Avi Shlaim, Casa editrice il Ponte 2003

Questo libro offre un’accurata e documentata analisi storica della politica estera israeliana nei primi cinquant’anni della fondazione dello Stato ebraico e lo fa intrecciando politica interna e politica estera, mostrando la crucialità del caso israeliano nella storia del Medio Oriente contemporaneo e tenendo come filo conduttore la dottrina del "muro di ferro", elaborata nel 1920 dai sionisti più intransigenti, secondo la quale ogni negoziato con gli arabi avrebbe dovuto essere condotto da una posizione di forza militare, la dottrina del muro di ferro, argomenta Shlaim, diventerà centrale per comprendere tutta la politica estera israeliana. Chi dissentirà verrà relegato a una posizione marginale e importanti occasioni di dialogo e pacificazione andranno perse. Attingendo abbondantemente dal materiale emerso con l’apertura degli archivi israeliani e da numerose interviste con i protagonisti chiave della storia mediorientale, Shlaim rilegge [‘azione politica e militare di Israele con oggettiva radicalità e senza compromessi.             

Il risultato è un resoconto coraggioso, brillante e dettagliato di uno dei conflitti mondiali più difficili e complessi dei tempi moderni.

Avi Shlaim  è uno dei pìù importanti esponenti della nuova storiografia israeliana. È attualmete professore di relazioni internazionali al St Antony’s College di Oxford.

 

Ghassan Kanafani

 Nato nel 1936 ad Akka, città costiera della Palestina, nel 1948, al momento della costituzione dello stato d’Israele, con la sua famiglia subì il triste destino dell’espulsione dalla sua patria e dell’esilio, prima a Beirut e poi a Damasco.

Ghassan Kanafani fu ucciso nell’agosto del 1972, quando l’auto con cui accompagnava all’Università di Beirut sua nipote Lamis saltò in aria.

 Molte delle sue storie brevi trattano del destino individuale del profugo schiacciato tra due tragiche realtà: l’occupazione e l’esilio. Tra i suoi scritti più significativi: "Finche’ non ritorniamo" (1957), "Uomini sotto il sole" (1963), "Cosa ti rimane" (1966), "Ritorno ad Haifa", e "Jaffa: la terra delle arance".

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