Volontaria ISM testimone delle violenze israeliane.

Riceviamo e pubblichiamo.

Carissimi,

grazie per la vostra attenzione, solidarietà e sostegno. Sono stata rilasciata la scorsa notte (21 marzo, ndr), alle 6,45 dalla prigione di Neve Tirtze (Ramle). 

A parte piccole ferite e lividi, sto bene ma non ho ancora potuto incontrare Ellen Stark (la volontaria di International Solidarity Movement – ISM – ferita alla gamba). Mi hanno riferito che ha un polso rotto e che ora sta meglio.

Sono stata arrestata venerdì – intorno mezzanotte – mentre cercavo di tenere lontani i soldati israeliani intenti a sparare a Nabi Saleh (un piccolo paese di circa 400 abitanti), e soprattutto dopo il ferimento di Ellen Stark. Ci trovavamo a Nabi Saleh per partecipare ad una manifestazione organizzata dagli abitanti per protesta contro il furto delle loro terre.
Nello stesso momento, altre manifestazioni si tenevano a Gerusalemme e in altri paesi in Cisgiordania. A Nabi Saleh i dimostranti hanno marciato ai piedi di una collina, proprio intorno le terre confiscate. 
“Fermate gli spari… una donna è stata ferita e ha bisogno di essere soccorsa”. 



Ho urlato ai soldati (mentre ci sparavano, ci impedivano la fuga dai gas lacrimogeni e dai proiettili, anche a causa del terreno roccioso). 
Una volta giunta sulla strada principale, i soldati mi hanno puntato le armi contro mentre io continuavo a parlare loro. 
“Una donna  è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco e ha bisogno di aiuto. Basta con il fuoco. Non avete motivazione per sparare contro gente come noi.
Siete voi a trovarvi nel LORO paese”.
E questa è stata la ragione per cui mi hanno legato i polsi e sono stata gettata in una jeep.
In seguito mi hanno accusata di: (1) aver assaltato un ufficiale di polizia; (2) di aver offeso esercito e polizia; (3) di aver ostacolato le operazioni dell'esercito; e (4) di essere colpevole di trovarmi in una zona militare chiusa. 
Anziché essere portata in una stazione di polizia – come avrebbe dovuto avvenire invece per cittadini israeliani e stranieri – sono stata condotta nella colonia illegale di Halamish dove sono rimasta in detenzione per circa otto ore, per di più fuori al freddo. 
Anche due altri palestinesi del villaggio di Nabi Saleh; Omar, 23 anni ed Amjad di 22, sono stati arrestati e portati nello stesso luogo. 
Soldati e polizia di frontiera sono stati particolarmente offensivi con i due ragazzi: forzati a restare in piedi per ore, legati ai polsi e bendati, aggrediti con urla perché piegassero la testa impedendo loro di dormire.
Quando ho protestato, mi è stato risposto in modo aggressivo ed offensivo e mi è stato detto che, se non fossi stata zitta, avrei avuto lo stesso trattamento.
Io ho ribattutto: “Non mi importa ed è davvero deprimente vedere il vostro disumano trattamento”.
I soldati mi hanno aggredito di nuovo verbalmente. 
Ad un certo punto, Omar ha iniziato a non sentire più le mani e a muovere le dite (dovuto a legacci stretti ai polsi e al freddo) così siamo stati portati in un edificio per essere visitati da un medico. Lo stesso ufficiale che mi aveva aggredito verbalmente, abusando del proprio potere, ci ha ordinato di restare in piedi con il volto rivolto verso il muro. Io mi sono rifiutatoa di obbedire a una inutile richiesta come quella e ho fatto notare che si trattava di una misura da bulli. Allora sono stata trascinata fuori, ancora con le mani legate dietro la schiena, fino ad essere sbattuta con il corpo per terra. Simile trattamento disumano non era solo evidente agli occhi dei soldati ma pure a quelli dei coloni ebrei. Essendo infatti detenuti all'esterno di una colonia, eravamo esposti alle offese di giovani coloni.  


L'avvocato dell'ISM ritiene che il mio è stato un arresto illegale e che lo stesso giorno avrei dovuto incontrare un giudice. I cittadini israeliani e gli stranieri godono di questo diritto mentre i palestinesi no. Intorno le 2 del mattino sono stata separata da Omar e Amjad e poco dopo essere stati interrogati, siamo stati divisi. Io sono stata condotta nella prigione femminile di Ramle mentre gli altri due hanno raggiunto la prigione militare di Ofer. Prima di essere rilasciata, sono stata detenuta 31 ore. Se non fosse avvenuto il rilascio, la scorsa notte avrei dovuto incontrare un giudice.  


Per quanto riguarda Omar e Amjad, saranno portati davanti un giudice tra una settimana. Là saranno certamente accusati di violenza in protesta, disarmata, contro la confisca delle loro terre. I soldati che hanno invaso il loro villaggio, pesantemente armati, hanno lanciato gas lacrimogeni e sparato proiettili rivestiti di gomma, hanno danneggiato 10 abitazioni palestinesi e ferito 25 pacifiche persone di Nabi Saleh. Siamo noi stessi. Se non saranno detenuto ancora a lungo, probabilmente Omar e Amjad dovranno pagare una multa e/o un'esosa cauzione per il rilascio.  


La polizia mi ha rilasciato prima di inserirmi tra le convocazioni con un giudice e questo avviene quando non esistono ragioni a sostegno per farlo. Forse avrei dovuto rifiutarmi di essere rilasciata per confrontarmi in tribunale, ma non volevo ingigantire l'episodio mentre accadono cose ben peggiori.  


Le azioni di solidarietà nel mondo crescono ed ogni giorno il movimento BDS raccoglie nuovi sostegni. Lo spirito del popolo palestinese è alto. Tuttavia si prevede che Israele prosegua nel furto di terra e risorse, soggiogando il popolo originario e facendo ricorso alla violenza per reprimere qualsiasi forma di protesta da parte dei colonizzati e dei loro sostenitori. Non disponiamo di armi per rispondere ad Israele ma abbiamo il nostro spirito e le nostre voci come mezzo per la nostra lotta. 
 
E non si illuda Israele di intidimirci o piegarci. 


Grazie ancora per la vostra attenzione ed il vostro sostegno!

In solidarietà & lotta

Huwaida Arraf

(Traduzione per Infopal a cura di Elisa Gennaro)

Versione originale
Dear friends,

Thanks so much for your concern, solidarity and support. I was released last night at around 6:45pm from Neve Tirtze prison in Ramle. Save for minor cuts and bruises, I am OK. I haven't gotten a chance to see Ellen Stark (the ISM volunteer shot in the arm) yet. I hear she has a broken wrist but is doing OK.

I was arrested on Friday at around noon as I tried to get the Israeli soldiers to stop shooting at people in Nabi Saleh (a small village of about 400 people), especially after ISM volunteer Ellen Stark was shot in the arm. We were in Nabi Saleh for a weekly demonstration by the villagers against the theft of their land. Simultaneous demonstrations were taking place in Jerusalem and in a number of villages throughout the West Bank. In Nabi Saleh, the demonstration took the form of people walking down a hill towards the confiscated land. “Stop shooting… a woman has been injured and needs medical attention” 



I yelled at the soldiers, making my way back up the hill to the road they stood on (shooting down at us knowing the rugged terrain we were on made it very difficult to move quickly to avoid their barrage of tear gas and bullets). When I got on the road the soldiers turned their guns on me but I just kept talking and walking towards them. “We have a woman that has been shot; she needs help. Stop shooting. There is no reason to be shooting at people like this. You are in THEIR village.” For this I was handcuffed and thrown in a jeep, later accused of: (1) attacking a police officer; (2) cursing at the military and police; (3) obstructing the operations of the military; and (4) being in a closed military zone. 
Instead of being taken to a police station, as Israeli citizens and foreigners are supposed to be, I was taken to the illegal settlement of Halamish where I was held for nearly eight hours outside in the cold. Two other Palestinians from Nabi Saleh, Omar who is 23 and Amjad, 22 were also arrested and brought there. The soldiers and border police were particularly abusive to Omar and Amjad, pushing them around, forcing them to stand for hours, handcuffed and blindfolded and every few minutes yelling at them to lift their heads, so they couldn't rest or fall asleep. When I protested this abuse I was told to “shut the f*** up” and if I didn't, I would get the same treatment. I responded, “I don't really care, but it's sad that you feel you have to treat people so inhumanely.” “Shut the f*** up!” 
At one point, when Omar couldn't feel his hands or move his fingers anymore (a combination of tight plastic cuffs and the cold, we were taken into a building supposedly to be checked by a doctor. The same officer who kept telling me to shut up, abusing his power because he can, ordered us to stand facing the wall. I refused this unnecessary measure and show of macho bullying, and was dragged back outside, lifted by my arms, while still cuffed behind my back, and then thrown on the ground. The dehumanization of Palestinians was not only evident amongst the soldiers, but also the Jewish settlers. Since we were held outside in the settlement, we were exposed to settler youth who surrounded and hurled profanities at us.


The ISM lawyer says that my arrest was illegal; that I should have been taken before a judge the same day I was arrested. Israeli citizens and internationals have that right. Palestinians don't. I was separated from Omar and Amjad at about 2:00 in the morning as after we were interrogated I was taken to a women's prison in Ramle, and they to the Ofer military prison. In the end I was detained for 31 hours then released. If I had not been released I would have come before a judge last night. 


It will likely be at least another week before Omar and Amjad will be allowed to see a judge. At that point they will be accused of violence because they were protesting, unarmed, against the confiscation of their land. The heavily armed soldiers that invaded their village, immediately began shooting tear gas and rubber coated steel bullets; the soldiers that damaged 10 Palestinian homes and injured 25 people in Nabi Saleh aren't the violent ones. We are. Omar and Amjad are likely to have to pay a fine and/or post a hefty bail to be released, if they are not held for months first.


The police released me right before I was scheduled to come before a judge. This is likely because they had nothing to bring before a judge. I probably should have refused release and challenged their actions in court, but I really didn't want to make a big deal out of my arrest, when so many other worse things are happening. 


That said, so many good things are happening also. Solidarity actions around the world are on the rise, the BDS movement is gaining more support every day, and the spirit of the Palestinian people is high. Israel expects to be able to continue stealing land and resources, subjugating the indigenous people, and using violence to subdue any kind of protest from the colonized and their supporters. We don't have the weapons Israel has to fight back, but we have our spirit and our voices with which we will fight. Israel should be under no illusion that it can intimidate or break us.


Thanks so much again for your concern and support!

In solidarity & struggle,

Huwaida Arraf

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