Volontario italiano: ‘Mi è stato impedito l’accesso in Palestina fino al 2011’.

Dalla mailing list di Apriti Sesamo.
Salve a tutti,
Confermo la difficoltà incontrate nel rientrare in Palestina. Io sono proprio uno di quei sei ragazzi rispediti a casa dalla Polizia di Frontiera Israeliana di cui parlava il Prof. Viaggi.
So tuttavia che la cosa sta avvenendo sempre più spesso negli ultimi mesi. Sono in contatto anche con studenti e cooperanti di altre nazionalità che sono incorsi nello stesso impedimento.
La questione si sta conseguentemente sollevando in azioni e dibattiti dall’esito ancora incertom, ma per lo meno se ne parla. So che il Passia ha organizzato degli incontri sul tema e che le Ong in loco se ne stanno occupando. Speriamo bene… altrimenti la stigmate sul mio passaporto mi impedirà l’accesso fino all’agosto del 2011!
Leonardo Pietrafesa
Cari amici,
vi inoltro questo messaggio del prof. Gianni Vaggi di Pavia a proposito della situazione in Palestina, messaggio che prende le mosse dall’ "Appello dei rettori delle Università palestinesi", fatto circolare dalla lista il 15 ottobre scorso.
Buona lettura.
Michelguglielmo Torri

—– Original Message —–
From: Gianni Vaggi
To: ApritiSesamo-owner@yahoogroups.com
Sent: Thursday, October 19, 2006 5:26 PM
Subject: Re: [ApritiSesamo] Appello dei rettori delle Università palestinesi

Caro Michelguglielmo
in effetti sapevo di questa cosa; ho anche incontrato Nabeel Kassis di
Birzeit 2 settimane fa in Palestina. In realtà sta diventando difficile
anche per gli stranieri lavorare o studiare in palestina. So di almeno
sei casi di ragazzi italiani che lavoravano per ONG italiane in
Palestina o lì studiavano che non hanno avuto il visto di rientro. Il
visto turistico dura tre mesi e quelli per studio e lavoro non vengono
praticamente mai dati. Due sono ragazze collegate ai programmi di Pavia,
una frequentava il master che abbiamo aperto a Betlemme e l’altra si
recava lì per uno stage. Durante la mia visita in Palestina e Israele
ho sentito le nostre sedi diplomatiche sia a Gerusalemme che a Tel Aviv
abbastanza preoccupate, ma ben consapevoli del problema. Non so che cosa
questo significhi, certo non sono situazioni casuali, ma mi pare una
politica anche miope da parte di Israele.
Se vuoi dare questa informazione agli amici della lista decidi tu.
[…]
Un caro saluto

Gianni __._,_.___

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