Washington: vigilia dei negoziati tra denunce e promesse

Ma'an – A due giorni dalla ripresa delle trattative dirette, il presidente Mahmud Abbas, attualmente a Washington, ha partecipato ieri ad alcuni incontri di alto profilo con il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e, successivamente, con il re di Giordania Abdullah II. È inoltre previsto per oggi in mattinata un colloquio con il presidente egiziano Hosni Mubarak, e quindi con Barack Obama.

Anche per il primo ministro Benjamin Netanyahu, arrivato a Washington poche ore dopo la sparatoria che ha ucciso quattro coloni nei pressi di un insediamento israeliano abusivo, è previsto un giro d'incontri con i leader prima della riunione generale di domani, che precederà il rilancio dei negoziati.

Riguardo all'episodio di ieri, i rappresentanti dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) hanno prontamente denunciato l'attentato di al-Khalil (Hebron). Il primo ministro Salam Fayyad lo ha infatti definito controproducente nei confronti degli interessi palestinesi, sottolineando come sia stato “sincronizzato in modo da coincidere con la decisione dell'Organizzazione nazionale palestinese (Olp) d'ingaggiare delle trattative per porre fine all'occupazione e conquistare la libertà e l'indipendenza per il nostro popolo”.

Per quanto riguarda l'impegno israeliano nei negoziati, i media israeliani hanno riportato oggi che il ministro della Difesa Ehud Barak ha promesso la restituzione da parte d'Israele dei quartieri palestinesi di Gerusalemme est, e la formazione di un “regime speciale” per i luoghi sacri, molti dei quali si trovano nella parte occupata della città.

Le trattative dirette sono saltate l'ultima volta venti mesi fa, quando Israele lanciò l'operazione Piombo Fuso ai danni di Gaza. L'Olp e l'Anp hanno annunciato che l'imminente giro di colloqui si focalizzerà sulle questioni di status finale, tra cui il destino di Gerusalemme, i rifugiati e i detenuti palestinesi.

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