Yediot Ahronot: l'esercito israeliano vuole colpire il Jihad islamico, ma Shabak non è d'accordo.

Nell’edizione odierna, il giornale israeliano “Yediot Ahronot” ha riferito che l’esercito israeliano ha deciso di colpire in particolare il movimento del Jihad Islamico.

Il giornale ha riportato da fonti militari israeliane che le operazioni dell’esercito prenderanno di mira i dirigenti, chi pianifica e chi fabbrica i missili che vengono lanciati contro Israele, ritenendo che la maggior parte dei razzi sono da attribuire al Jihad Islamico.

E ha chiarito che il ministro della difesa israeliano Amir Peretz "appoggia la ripresa delle operazioni di eliminazione dirette contro i leader e i militanti che effettuano le azioni contro Israele. Peretz sostiene l’esercito, in particolare la dirigenza della zona del sud, nel piano di attacco su vasta scala contro Gaza".

Tuttavia, le fonti affermano che i servizi segreti israeliani, “Shabak”, rifiutano "un’operazione militare di ampie proporzioni contro Gaza, per non intromettersi negli affari interni palestinesi".

Il giornale ha riportato quanto dichiarato dal capo di Shabak: “Qualsiasi grande operazione a Gaza significherebbe il crollo dell’Autorità palestinese e la presa del controllo da parte di Hamas” e ha chiarito che Hamas ricostruirebbe la propria forza, aggiugendo che “è impossibile impedirle solo con mezzi militari di controllare la Striscia di Gaza”.

 

Al-Harazin: le minacce dell’occupazione nei confronti del Jihad Islamico non lo indurranno a rinunciare al proprio progetto di lotta.

 

Mohammad Al-Harazin, uno dei dirigenti del Jihad Islamico, ha confermato che le minacce lanciate dai leader israeliani non “spaventeranno il suo movimento”. E ha aggiunto: “Non è la prima volta che gli israeliani minacciano di prendere di mira i membri del Jihad Islamico. Fa parte dell’escalation continua contro il popolo palestinese che resiste, in particolare contro il Jihad islamico”.

Ha inoltre sottolineato che tali minacce si collocano nell’ambito del "tentativo del governo israeliano di coprire la propria crisi interna a seguito della pubblicazione del rapporto della commissione di Winograd, che ha rivelato le responsabilità della macchina bellica israeliana".

 

 

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