AI: Israele tortura i bambini palestinesi

RRRR-590x330PNN. Secondo il rapporto annuale di Amnesty International, pubblicato mercoledì 22 febbraio, nel 2016 lo stato di Israele si è visto colpevole di violazioni dei diritti umani quali detenzione e incarcerazione di migliaia di palestinesi senza precise accuse o processo, atti di tortura contro detenuti in custodia, promozione di insediamenti illegali in Cisgiordania, i quali ostacolano pesantemente la libertà di movimento del popolo palestinese.

Il rapporto sottolinea come tra le vittime di tortura e gli incarcerati sotto ordine di detenzione amministrativa ci siano anche minorenni. Gli atti di tortura includono percosse, violenti ammanettamenti e privazione del sonno. Tra i 110 Palestinesi uccisi lo scorso anno dalle forze israeliane, rincara il rapporto, alcuni non rappresentavano delle vere minacce ma sono stati lo stesso colpiti illegalmente.

Il rapporto annuale intitolato “Lo stato dei diritti umani nel mondo”, che documenta le violazioni ai diritti umani in 159 paesi, ha mostrato come 36 stati, tra cui Israele, abbiano infranto la legge internazionale facendo ritornare i rifugiati nei loro paesi di provenienza, dove la loro sicurezza personale era a rischio. Il rapporto sottolinea inoltre come in 22 paesi (Israele escluso) alcune persone siano state uccise a seguito di pacifiche manifestazioni in difesa dei diritti umani e come siano stati commessi crimini di guerra in minimo 23 paesi (Israele incluso).

Il rapporto ha inoltre incolpato le autorità palestinesi “per non aver adottato provvedimenti che sottolineassero la responsabilità di gruppi armati palestinesi per crimini commessi in conflitti e scontri passati, quali attacchi indiscriminati di mortaio e di missili contro Israele ed esecuzioni sommarie di presunti ‘collaboratori’”. Secondo il rapporto, lo scorso anno i Palestinesi avrebbero ucciso 16 Israeliani, la maggior dei quali parte civili, ed uno straniero, attraverso accoltellamenti, travolgimenti d’auto, sparatorie e attacchi di altro tipo.

Il report ha poi espresso grande preoccupazione per la cosiddetta ‘Legge di Trasparenza’ israeliana, approvata lo scorso anno, che impone alle organizzazioni non governative riceventi gran parte dei loro finanziamenti da governi esteri, nuovi obblighi di notifica al fine di “prendere di mira, sia nel territorio di Israele che nei Territori Palestinesi occupati.  Il rapporto sottolinea anche come il governo sia riuscito ad indebolire l’azione di prominenti gruppi israeliani per i diritti umani, tra cui Breaking the Silence, B’tselem e la sezione israeliana di Amnesty International”.

“La maggior parte dei soldati israeliani responsabili di omicidi avvenuti illegalmente a danno di vittime palestinesi non hanno subito alcun tipo di ripercussione a loro discapito” puntualizza il rapporto.

Di seguito alcuni punti salienti del documento inerenti alla condotta del governo israeliano:

*Secondo i dati più recenti, 694 palestinesi sono tenuti in arresto, la maggior parte in prigioni israeliane, attraverso ordini di detenzione amministrativa, senza avere responsabilità penali. Questo è il numero più alto registrato in quasi 10 anni. Anche tre ebrei israeliani sono stati fermati sotto ordine amministrativo l’anno scorso ma sono stati rilasciati poco dopo.

*Sebbene siano state circa 1000 le denunce messe a dossier dal 2001, contro presunti atti di tortura da parte di membri delle forze di sicurezza israeliane, nessuna procedura penale è stata aperta contro di essi.

*Israele continua ad avere reazioni di violenza eccessive nei confronti di protestanti palestinesi; nell’ultimo anno le forze armate hanno ucciso 22 persone e ne hanno ferite a migliaia con proiettili rivestiti in metallo e gomma e con munizioni attive.

*Israele ha demolito senza averne il permesso 1089 case e altri edifici costruiti in Cisgiordania e Gerusalemme Est – toccando livelli record per un anno. Molte demolizioni hanno toccato le comunità beduine. Il governo israeliano ha inoltre forzatamente sfrattato 1.600 persone dalle loro case.

*Israele ha demolito centinaia di case appartenenti a famiglie arabe all’interno del territorio di Israele, che, secondo quanto detto dalle autorità israeliane, sarebbero state costruite senza i permessi.

*Israele ha demolito o reso inabitabili 25 abitazioni appartenenti a famiglie di palestinesi che si sono visti responsabili di atti di terrorismo, in linea con la sua politica basata sulla punizione collettiva.

*Dopo più di due anni dall’ultima offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, le forze militari hanno chiuso le indagini di 12 incidenti sospetti “benché vi fossero prove che alcuni tra questi potrebbero essere definiti crimini di guerra”, afferma il rapporto.

* E’ stato riportato che lo scorso anno almeno 21 donne israeliane, la maggior parte arabe, sono state uccise dal proprio partner o da un membro della loro famiglia – in alcuni casi ciò si è verificato proprio perché la polizia non si è dimostrata in grado di fornire loro una protezione adeguata.

*Dei più di 37.000 richiedenti asilo eritrei e sudanesi in Israele, più di 18.900 sono ancora in attesa che la procedura venga avviata.

* Almeno cinque obiettori di coscienza al servizio militare sono stati imprigionati l’anno scorso. Uno di questi, Tair Kaminer, è stato fermato quasi sei mesi, molto più a lungo di qualunque altra obiettrice di coscienza femmina nella storia israeliana.

Traduzione di Michela Zani

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