Coloni sradicano ulivi nel sud di Nablus

Wafa. Venerdì i coloni israeliani hanno tagliato decine di ulivi appartenenti alla cittadina palestinese di As-Sawiya, a sud di Nablus. E’ quanto ha denunciato un attivista locale, Ghassan Daghlas, che monitora le attività coloniali israeliane nella Cisgiordania settentrionale.

Daghlas ha dichiarato che, durante la notte, diversi coloni israeliani del vicino insediamento Rachalim hanno tagliato un totale di 43 alberi di ulivo nell’area di al-Wad, a nord di As-Sawiya.

Gli ulivi sradicati appartengono a Juma’h Fathallah, un residente.

La violenza dei coloni contro i palestinesi e le loro proprietà è una routine in Cisgiordania e viene raramente perseguita dalle autorità israeliane.

I palestinesi di Nablus e delle aree circostanti sono sottoposti ad atti di violenza perpetrati da coloni israeliani ultra-religiosi notoriamente aggressivi, che regolarmente danno fuoco alle terre agricole e attaccano le case palestinesi sotto la protezione delle forze israeliane.

Oltre 600.000 coloni ebrei israeliani vivono in insediamenti in tutta la Cisgiordania, e a Gerusalemme Est, in violazione del diritto internazionale.

La costruzione di insediamenti fa parte di un progetto israeliano per colonizzare quanto più possibile la Cisgiordania, inclusa la Gerusalemme Est.

Tutti gli insediamenti della Cisgiordania sono illegali ai sensi del diritto internazionale, in particolare l’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, che stabilisce che la potenza occupante non trasferisca parti della propria popolazione civile nel territorio occupato.

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