Colonialismo israeliano, Hanna: gli immobili religiosi (e non solo) di Hebron sono in pericolo

Hebron/al-Khalil-Palestine Chronicle/MEMO/Imemc. Monsignor Atallah Hanna, arcivescovo della chiesa greco-ortodossa, ha dichiarato sabato che l’antico patrimonio immobiliare ortodosso nell’area della porta di Hebron è gravemente minacciato e che i coloni estremisti possono impadronirsi di queste proprietà in qualsiasi momento.

L’arcivescovo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni mentre ospitava una delegazione della parrocchia ortodossa di Gerusalemme e dintorni.

“Potremmo assistere allo stesso scenario della costruzione di San Giovanni Amato nella Città Vecchia, permesso ai coloni anni fa, di nuovo qui alla porta di Hebron”.

“Questa è una nuova e rinnovata calamità che colpisce le nostre antiche tenute ortodosse a Gerusalemme. Il sequestro della Porta di Hebron e dei suoi edifici significa un ulteriore indebolimento ed emarginazione della presenza cristiana a Gerusalemme.

Chiediamo alle chiese di tutto il mondo e alle istituzioni per i diritti umani di difendere gli immobili ortodossi a Hebron dalle grinfie dei coloni estremisti.

Negli ultimi mesi abbiamo indirizzato lettere di appello al resto del mondo, chiedendo un’azione per fermare questa catastrofe imminente che ci minaccia a Hebron, ma non abbiamo ancora visto alcuna azione o iniziativa seria volta a rompere questo accordo, concluso dall’indegno e presentato all’indegno”.

Monsignor Atallah ha spiegato che “coloro che consentono tali acquisizioni stanno tradendo la Chiesa e Gerusalemme, e non sono migliori di Giuda Iscariota, che ha tradito il suo Maestro per 30 monete d’argento. Sfortunatamente, altri che tradiscono i loro maestri e il cristianesimo, per alcuni dollari, esistono ancora, e stanno diventando strumenti che servono i nemici di Gerusalemme, dei suoi luoghi santi e delle sacre dotazioni islamiche e cristiane.

“Dovremo nuovamente mettere in guardia contro il pericolo dei piani contro Hebron, poiché le notizie riportate dai media anticipano l’imminente disastro. I coloni possono assaltare gli antichi edifici di Hebron in qualsiasi momento. Potremmo svegliarci un giorno e trovare i coloni in questi edifici con la bandiera israeliana issata.

“Reitereremo il nostro appello al re Abdullah II bin Al-Hussein, il custode hashemita di Gerusalemme e dei suoi luoghi sacri islamici e cristiani, e al presidente palestinese, Abu Mazen, a lavorare per rompere questo accordo e preservare l’identità e la storia di Gerusalemme e la presenza cristiana in questa città benedetta. Ci rivolgeremo anche a tutti i leader del mondo, alle autorità religiose islamiche e cristiane e ai fautori della giustizia e dei diritti umani in tutto il mondo, esortandoli a fermare la catastrofe imminente che minaccia Hebron e i suoi antichi edifici ortodossi, la porta principale verso i luoghi santi, i monasteri, le chiese e gli antichi patriarcati a Gerusalemme”.

Il vescovo ha sottolineato che “rompere l’accordo di Hebron richiede uno sforzo legale e politico perché la questione è politica, essendo parte dell’accordo del secolo e cospirando contro Gerusalemme, i suoi luoghi santi e l’identità arabo-palestinese. I politici sono del tutto consapevoli delle azioni che dovrebbero fare per rompere questo accordo, nel caso siano disposti a farlo.

“Agisci prima che sia troppo tardi. Non lasciare sanguinare Gerusalemme da sola, le sue dotazioni rubate e i luoghi sacri colpiti. Muoviti prima che sia troppo tardi. La nostra presenza cristiana a Gerusalemme è in pericolo. Colpire noi, i nostri luoghi sacri e le dotazioni, colpisce tutta Gerusalemme senza eccezioni”.

Traduzione per InfoPal di Edy Meroli (Il Giardino di Ibn Arabi). 

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