Comandanti dell’occupazione israeliana perseguiti in Europa

Qudsn.ps. Il quotidiano israeliano “Yediot Ahronot” ha reso noto che attivisti spagnoli, solidali con il popolo palestinese, hanno chiesto l’emissione di un mandato di cattura nei confronti dell’ex capo dello Shabak, Avi Dichter, e dell’ex ministro Dan Meridor, i quali sono recentemente arrivati in Spagna. Stando a quanto riportato dal quotidiano, il tentativo non è andato a buon fine.

I due infatti, che si trovavano in Spagna da tre giorni, sono ritornati in Israele.
Il quotidiano precisa che la vicenda ha avuto inizio qualche giorno fa, quando Dichter, che non si recava in Spagna da quindici anni, ha deciso di partecipare al convegno dell’Istituto di studi sulla sicurezza, organizzato in collaborazione con il ministero della Difesa spagnolo.

Gli attivisti spagnoli, solidali con il popolo palestinese, hanno presentato al tribunale la richiesta di nuovi provvedimenti giudiziari contro Dichter, in quanto responsabile dell’uccisione, nel 2002, a Gaza, del leader di Hamas, Salah Shuhada, in seguito al lancio di una bomba, pesante più di una tonnellata, su alcune abitazioni.
L’attentato causò allora la morte di un gran numero di donne e bambini ed il ferimento di centinaia di persone.
Il quotidiano ha scritto che il dossier “Shahada” era stato già chiuso in Spagna e che gli attivisti hanno richiesto l’arresto di Dichter e un’indagine su di lui.

Ha inoltre affermato che il ministero della Giustizia israeliano, assieme a quello degli Esteri, ha lanciato un avvertimento riguardo a quanto accaduto, e intrapreso contatti con le autorità ufficiali spagnole, per impedirne l’arresto, e garantire che il dossier “Shuhada” rimanga chiuso.
In seguito alla presenza di Meridor al convegno -continua il quotidiano- gli attivisti spagnoli hanno chiesto il suo arresto per il ruolo di primo piano negli attacchi, portati avanti dalla marina militare israeliana, alla Freedom Flotilla 1 per Gaza, nel maggio del 2010.
A Londra invece, presso l’aeroporto di Heathrow, la polizia britannica ha arrestato Amos Badalin, ex capo dell’intelligence israeliana, in seguito all’emissione, da parte di un tribunale turco, di un mandato di cattura nei suoi confronti, per la responsabilità avuta nella vicenda della nave turca “Mavi Marmara”.
Il sito Internet del Canale 7 israeliano ricorda che il mandato di cattura è stato emesso nei suoi confronti a causa del ruolo avuto nell’attacco alla flottiglia per Gaza, e che il suo arresto è avvenuto proprio sulla base di ciò. E dopo un chiarimento tra la polizia ed il ministero degli Esteri britannico, gli è stata concessa la libertà e la possibilità di entrare in Inghilterra.
Il nome di Badalin è apparso dunque nel rinvio a giudizio presentato dalla Procura Generale del tribunale turco contro quattro ex ufficiali israeliani: Gabi Ashkenazi, ex capo di Stato Maggiore, Amos Badalin, ex capo dell’intelligence israeliana, Cheney Marom, ex generale della marina israeliana, e Ibishay Levi, ex capo dell’intelligence delle forze armate.
Tutti e quattro sono accusati dell’uccisione di nove turchi, avvenuta, nel 2010, a bordo della nave turca “Mavi Marmara”, diretta verso la Striscia di Gaza.

Traduzione di Salvatore Michele Di Carlo

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