Dal 2015, contro i minorenni palestinesi 250 ordini di arresti domiciliari

MEMO. Dall’inizio dell’intifada di Gerusalemme, scoppiata ad ottobre del 2015, i tribunali israeliani hanno rilasciato circa 250 ordini di arresti domiciliari contro minorenni, secondo quanto affermato dal capo del dipartimento di ricerche della Commissione per gli Affari dei detenuti ed ex-detenuti.

In una conferenza stampa, Abdel Nasser Farawneh ha affermato che tali ordini sono considerati come un’alternativa alla prigione e hanno l’obiettivo di restringere la libertà dei minorenni. Durante l’intifada di Gerusalemme, il numero di condanne ai domiciliari è aumentato considerevolmente.

Ha sottolineato che, dall’inizio dell’intifada, le autorità israeliane hanno aumentato le misure oppressive, sentenze ingiuste, multe molto alte, trattamenti brutali, violazioni palesi e leggi discriminatorie contro i bambini palestinesi. Questo fa parte dei tentativi israeliani di colpire in modo sistematico i bambini palestinesi.

Farawneh ha aggiunto che gli arresti domiciliari vogliono dire che i ragazzini devono rimanere in casa per un tempo determinato, mentre un membro della famiglia deve controllarne la reclusione. Ciò trasforma le case in prigioni e i genitori in secondini che controllano i propri figli, obbligandoli a non uscire, nemmeno per studiare o per le cure mediche, in base all’ordine giudiziario. In aggiunta, alle famiglie sono imposte multe pesanti.

Ha spiegato che esistono due tipi di arresti domiciliari: il primo obbliga gli individui, compresi i bambini, gli uomini e le donne, a rimanere nelle loro case per tutto il periodo della sentenza; il secondo tipo, considerato peggiore, consiste nell’imporre gli arresti domiciliari ad un bambino in una casa di un parente, lontano dalla residenza familiare e dal suo quartiere. Ciò frammenta la famiglia, preoccupando i genitori, e provoca tensioni nelle relazioni genitori-figlio. Porta anche a problemi sociali e psicologici per il bambino e la famiglia.

Secondo Farawneh, gli arresti domiciliari sono una misura immorale ed arbitraria che viola le leggi internazionali umanitarie e per i diritti umani. Sono considerati come una punizione collettiva per tutta la famiglia.

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