Diritti Umani: ‘Israele cancelli l’Apartheid dall’agenda politica’

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal.  Un gruppo contro le discriminazioni ha chiesto a Israele di fermare le proprie pratiche razziste nei confronti dei palestinesi che vivono in Israele (Territori palestinesi occupati da Israele nel 1948, ndr), iniziando con l’abolizione della serie di leggi approvate in parlamento.

‘Adalah, Centro per la giustizia che monitora la discriminazione nel paese e fornisce assistenza legale ai palestinesi in Israele, ha esposto la situazione a un Comitato Onu.
L’organo delle Nazioni Unite ha quindi condannato lo Stato ebraico per la sua inadempienza alla Convenzione Internazionale sull’Eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1976).

Della discriminazione contro i palestinesi al suo interno, Israele ne fa un uso sistematico.

Si menziona in particolare la legge, approvata a marzo 2011, che dà potere alle autorità d’occupazione di vietare ai palestinesi di risiedere in zone ebraiche.
Di conseguenza un bagaglio di diritti viene negato ai palestinesi: l’accesso a servizi e all’occupazione, la partecipazione politica, l’istruzione, l’accesso al credito e altri diritti sociali.

Inoltre, in questo intervento si penalizza Israele per l’esistenza della tanto discussa legge sul divieto di ricongiungimento familiare, vietato ai palestinesi nel paese per legge, e sulla base di criteri strettamente razziali.

Si chiede a Israele di invalidare queste leggi, quindi di rinunciare al piano coloniale nel Negev, il quale produce ogni giorno lo sfollamento della consistente comunità di beduini. La politica delle demolizioni e delle espulsione di questa comunità, la cacciata dei palesitnesi più in generale, sono accompagnate da una serie di misure legislative studiate ad hoc da Israele.

Il Comitato chiede a Israele di avviare invece, una politica di incoraggiamento e di inserimento di tali comunità nella società, a partire dal diritto all’Istruzione.

Altre pratiche israeliane mettono in allarme, come la detenzione amministrativa (senz’accusa e prorogabile a oltranza, ndr), applicata da Israele anche contro i bambini palestinesi.

Il sistema giuridico e quello giudiziario in Israele preoccupano molto in ambienti per i diritti umani.
L’aver creato sistemi ‘legali’ paralleli destinati, l’uno ai coloni e ai cittadini ebrei israeliani, l’altro ai palestinesi in Cisgiordania, a carattere prevalentemente militare, indica che ‘la segregazione è un fatto compiuto”.

Israele ha respinto la Raccomandazione generale n°19/1995 della Commissione ONU per l’eliminazione delle discriminazioni razziali. Il Comitato Onu oggi ribadisce al governo di Tel Aviv la richiesta di adottare misure immediate per cancellare definitivamente dalla propria agenda politica l’Apartheid.

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