Free Gaza mov., intervista di Infopal a Vittorio Arrigoni.

Infopal, giovedì 30 ottobre.

Dignity è uno yacht di 20 metri, acquistato dal Free Gaza movement con una raccolta di fondi in vari paesi occidentali. "Il nostro obiettivo è di istituire un ponte navale tra Cipro e la Striscia", ci racconta Vittorio Arrigoni da Gaza. La rotta Cipro-Gaza deve diventare una prassi settimanale".

 Mentre parliamo con lui al telefono, Arrigoni si trova sul Dignity ormeggiato nel porto. Lui e altri attivisti dormiranno a bordo per evitare che la nave subisca, dice, "strani incidenti". E’ felice dell’arrivo della nuova delegazione, composta da 27 persone – medici, parlamentari, giornalisti, ecc. – giunti da 13 nazioni diverse. "Per fortuna, il gruppo arrivato due giorni fa non ha subito sabotaggi da parte di Israele, come successe a noi ad agosto. E’ stato solo ‘avvicinato’ dalle navi militari. Certo, il ritardo di un mese nella partenza della seconda delegazione è dovuto alle forti pressioni del governo israeliano su quello cipriota. Comunque, alla fine ce l’hanno fatta. E che spettacolo meraviglioso! Alla faccia dei propri governi, i popoli si equipaggiano e sostengono i palestinesi".

Vittorio è arrivato a Gaza il 23 agosto scorso, nella prima spedizione del Free Gaza, ed è rimasto nella Striscia per aiutare i pescatori palestinesi nella pesca giornaliera. "L’Italia può aspettare – ci racconta -. Qui mi sento al posto giusto: le attività del gruppetto di attivisti rimasti sono importanti, con noi a bordo, gli israeliani non osano bombardare direttamente i pescherecci e i pescatori, come facevano prima. Certo, ci attaccano lo stesso, e con la stessa ferocia, sparando da cannoni ad ‘acqua’ escrementi di fogna con sostanze chimiche tossiche (le stiamo facendo analizzare per presentare denuncia). Diciamo che stanno affinando le armi perché vedono che la nostra presenza è efficace….Noi usciamo in mare muniti di bandiere internazionali, di macchine fotografiche e videocamere, per documentare attacchi e soprusi e diffonderli via internet. Una pessima pubblicità per Israele e un buon deterrente!".

Domandiamo se sono soddisfatti dei risultati ottenuti. "Da quando ci siamo noi – risponde -, i pescatori riescono a portare a casa il 1000% di pesci in più rispetto a prima – quando i pescherecci venivano colpiti e affondati dalla Marina israeliana. Non potevano neanche spingersi al largo. Se uscissero da soli, sarebbero di nuovo aggrediti. Gli israeliani glielo hanno promesso …".

Chiediamo se le due delegazioni, quella di agosto e quella attuale, abbiano avuto contatti con l’esecutivo di Gaza, guidato da Hamas, boicottato, nonostante abbia vinto con trasparenza le elezioni del 2006, dai governi occidentali. "Certo. Siamo stati accolti ufficialmente, con tutti gli onori. A noi non interessano le questioni partitiche – sostenere Fatah o Hamas o altre fazioni -, siamo in visita umanitaria. Difendiamo i diritti umani e civili della popolazione assediata. Tuttavia è chiaro che abbiamo fatto visita al governo della Striscia, essendo l’autorità legittima. E’ con il loro aiuto che siamo riusciti a tracciare la rotta Cipro-Gaza, che non esisteva prima".

Le altre attività dei pacifisti del Free Gaza sono quelle di accompagnamento dei malati al valico di Erez, la raccolta delle olive nei campi al confine con Israele, la protezione di case palestinesi a Beit Hanoun – sempre oggetto di furiosi e violenti attacchi da parte di coloni -, la diffusione delle informazioni sulla situazione umanitaria nella Striscia.

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