Gerusalemme, i fedeli palestinesi rifiutano i nuovi controlli israeliani agli ingressi di Al-Aqsa

MEMO. I fedeli palestinesi riuniti per le preghiere al di fuori di uno degli ingressi principali della moschea Al-Aqsa, rifiutano di entrare a causa dei nuovi metal detector installati. Il luogo sacro islamico è stato riaperto domenica, dopo una chiusura di due giorni a seguito dei fatti di venerdì 14 luglio.

Shaykh Omar Qiswani, capo del Waqf islamico, l’Ente dei Beni religiosi che gestisce la moschea, ha invitato i fedeli musulmani radunati alla Porta dei Leoni a non entrare nel caso dovessero essere sottoposti a ispezioni.

La moschea è stata completamente chiusa per due giorni dopo l’attacco.

Prima della sua partenza per Parigi, sabato sera, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato l’installazione di metal detector alle porte come parte di nuove misure di sicurezza da introdurre nel luogo sacro, venerato anche dagli ebrei come “Monte del tempio”.

I palestinesi che aspettavano a un altro ingresso della moschea sono entrati e il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha detto che circa 200 fedeli sono stati ammessi per le preghiere di mezzogiorno.

“Installeremo anche telecamere di sicurezza sui lati esterni al Monte del tempio [il complesso di Al-Aqsa], che forniscono un controllo quasi completo su quello che succede lì. E’ stato deciso che da domani, nel quadro della nostra politica di mantenimento dello status-quo, apriremo gradualmente il monte del Tempio, ma con misure di sicurezza aumentate”.

Il portavoce del Waqf, Firas Dibs, ha confermato le notizie secondo cui operatori della municipalità israeliana di Gerusalemme sono entrati nel sito, domenica mattina, per pulirlo prima che venisse riaperto – una mossa definita “senza precedenti”.

Il Waqf ha reso noto che la polizia israeliana ha sequestrato le chiavi del sito e decine di ufficiali sono stati dislocati fuori dalla moschea principale.

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