Hamas: le attività coloniali in Cisgiordania e Gerusalemme mai così intense da dieci anni

Ramallah-Infopal. Un rapporto pubblicato dall’ufficio informazioni del movimento di resistenza islamico, Hamas, ha reso noto che l’occupazione sionista sta accellerando i passi verso la legittimazione di una gran parte degli avamposti coloniali costruiti in Cisgiordania, incoraggiando gli ebrei a trasferirvi. Aggiungendo che ciò rappresenta una violazione palese del diritto internazionale umanitario e dei regolamenti della Convenzione dell’Aia.

Il rapporto ha sottolineato che quest’anno, le attività coloniali sioniste, nei territori occupati della Cisgiordania e Gerusalemme, hanno raggiunto il massimo livello negli ultimi dieci anni. Di fatto, nel 2012 Israele ha approvato la costruzione di 2.380 nuove unità coloniali. 

Basandosi su dati statistici raccolti dai palestinesi, il rapporto dimostra che il numero degli insediamenti israeliani in Cisgiordania ha raggiunto i 144, con una popolazione che si aggira intorno ai 536 mila. Al contempo, più di 130 mila palestinesi originari di Gerusalemme non possiedono alcuna abitazione, né per sé né per le loro famiglie, a causa della restrizioni israeliane sulle concessioni delle licenze edilizie. 

Il rapporto, che ha monitorato i progetti coloniali e gli attacchi israeliani nel periodo che va dal 16 di ottobre al 15 novembre di quest’anno, ha affermato: “L’occupazione cerca di distruggere tutti i reperti storici islamici situati nel quartiere di al-Wad, ad est di Gerusalemme, e di apportare delle modifiche significative alle facciate delle case e dei negozi lungo la via che collega Bab al-‘Amud, una delle porte più importanti della città vecchia di Gerusalemme, e le varie porte situate ad ovest della moschea di al-Aqsa, arrivando fino al muro di al-Buraq (Muro del Pianto). Tutto ciò con il pretesto delle operazioni di manutenzione”. 

Il rapporto ha anche registrato le aggressioni che i coloni israeliani hanno commesso ai danni dei cittadini palestinesi della Cisgiordania e Gerusalemme, tra cui “la distruzione dei raccolti, il taglio e il furto degli di alberi di ulivo, gli incendi appiccati nei veicoli, oltre agli attacchi fisici e le scritte razziste”. 

La relazione ha osservato che durante gli otto giorni dell’aggressione contro la Striscia di Gaza, nella Cisgiordania occupata non è stato registrato alcun attacco da parte dei coloni contro i palestinesi, attribuendo la causa di ciò ai missili lanciati dalla resistenza palestinese che hanno gettato il panico tra i coloni. 

 

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