Il Fplp si ritira dalla sessione finale del Consiglio centrale dell’Olp

Ramallah-Pal.info. Domenica sera il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) ha annunciato il proprio ritiro dalla sessione finale del Consiglio Centrale dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), in segno di protesta contro la decisione, presa in seno a quest’ultimo, di riprendere i negoziati con Israele.

In una breve dichiarazione, il Fronte Popolare ha annunciato una conferenza stampa in cui verranno chiarite le sue intenzioni.

Il Fplp ha sottolineato che la decisione di abbandonare la sessione del Consiglio Centrale è stata presa al fine di non fornire un avallo politico alla ripresa delle trattative con le autorità dell’occupazione, ribadendo la necessità che i negoziati e le collaborazioni sulla sicurezza in corso con Tel Aviv debbano essere interrotte immediatamente.

In precedenza, il Fronte Popolare aveva già invitato l’autorità palestinese a desistere dal perseguire la via delle trattative, sollecitandola inoltre a rifiutare il piano proposto dal segretario di Stato americano John Kerry.

Durante la riunione del Consiglio Centrale, il Fplp aveva chiarito le proprie convinzioni, secondo le quali sarebbe stato opportuno riportare la questione Palestinese di fronte all’ONU per poi poter esercitare pressioni su Israele al fine di costringerla ad adeguarsi alle deliberazioni dell’organizzazione internazionale.

Il Fronte Popolare ha inoltre dichiarato che il Comitato Esecutivo dell’Olp non ha rispettato le condizioni poste dal Consiglio centrale per la ripresa delle trattative con Israele, tra cui il blocco delle attività d’insediamento, il rilascio dei prigionieri palestinesi e i negoziati sull’implementazione delle risoluzioni dell’ONU.

Il Fplp ha poi invitato i sostenitori del progetto Usa per gli insediamenti a rivedere le proprie posizioni, specialmente alla luce del fatto che il fallimento del processo di pace ha comportato un’ulteriore espansione degli insediamenti israeliani, un incremento dei progetti di ebraicizzazione così come del numero degli attacchi e degli arresti ai danni dei Palestinesi, oltre al potenziamento dell’assedio alla Striscia di Gaza.

La dichiarazione del Fronte si conclude con l’auspicio che il processo di riconciliazione intra-palestinese possa consolidarsi al più presto, senza lasciarsi distrarre da minacce esterne, in particolar modo quelle provenienti da Israele e Stati Uniti.

Traduzione di Giuliano Stefanoni

 

 

 

 

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