Il quartiere di At-Tur: l’emblema della sofferenza palestinese

PICIl quartiere di At-Tur è uno dei quartieri più antichi di Gerusalemme. È situato ad est della città occupata, sulle pendici del Monte degli Ulivi, e si affaccia alla Moschea di Al-Aqsa. È collocato a 826 metri sul livello del mare e ha una superficie di 8.808 dunum.

Confina a est con la moschea di Al-Aqsa, a ovest con Khan Al-Ahmar, a nord con il villaggio di al-Issawiya, e a sud con al-Eizariya e Abu Dis.

Il nome del quartiere risale a prima della nascita di Gesù. Si chiamava Tur Zita perché la maggior parte dei suoi terreni erano coltivati ​​ad ulivi, e allo stesso modo era conosciuta in epoca romana come Beit Faji, “la casa dei fichi”. Oggi conta una popolazione di quasi 40mila persone.

At-Tur ha una grande importanza storica, religiosa e turistica, poiché ospita molte moschee ma anche chiese e monasteri dell’Ascensione di tutte le denominazioni cristiane. Secondo i libri della fede cristiana, il profeta Gesù salì al cielo dal Monte degli Ulivi.

Tra i monumenti più importanti ci sono una moschea, in cui il califfo Umar ibn al-Khaṭtāb pregò il giorno in cui entrò a Gerusalemme, la Moschea Salman Al-Farsi che è una delle più antiche moschee dai tempi dell’Impero Ottomano, e il Santuario di Rabaa Al-Adawiya, costruito più di 1.300 anni fa. Il re ayyubide, Isa bin Ahmed, fece anche costruire un castello fortificato, ed in esso fece realizzare alcuni tra i monasteri più importanti quali il Monastero di Beit Faga, la Chiesa dell’Ascensione, la Chiesa della Maskobeya e il santuario della Vergine Maria.

Il quartiere di At-Tur comprende anche l’ospedale di Al-Maqased e di Al-Mutlaa, l’ospedale per bisogni speciali di Princess Basma e l’ospedale di Red Crescent.

Purtroppo, i residenti di At-Tur subiscono continui attacchi dalle forze di occupazione e dai coloni, da quando l’autorità di occupazione israeliana (IOA) ha confiscato al quartiere fino a più di 8 mila dunum, dall’inizio dell’occupazione nel 1967.

Le forze di occupazione israeliane arrestano i bambini in piena notte, li interrogano per ore nelle stazioni di polizia, senza che le famiglie possano accompagnarli, e demoliscono le case dei cittadini di At-Tur, sostenendo che queste non possiedono i permessi di costruzione. I coloni sequestrano le case e cacciano via i residenti e, allo stesso tempo, i tribunali di occupazione li appoggiano, approvando le confische con il pretesto che le abitazioni sono proprietà di “assenti”.

L’IOA ha stabilito più di un avamposto nel quartiere di At-Tur come quello di Beit Arut, che consiste in 32 unità abitative, ma anche un insediamento situato nell’area di Al-Khalah, che consiste in un edificio residenziale abitato da 8 famiglie di coloni, ed un cimitero per gli ebrei che occupa una superficie di 230 dunum.

In un’intervista esclusiva al PIC, il direttore del Jerusalem Center for Economic and Social Studies, Ziad Al-Hammouri, ha sottolineato la gravità della situazione nel quartiere At-Tur, soprattutto alla luce della presenza di più avamposti.

Ha sottolineato che il pericolo maggiore risiede nei piani dell’IOA, il quale progetta di trasformare i quartieri in strade per i coloni che conducono al muro di Al-Buraq.

I percorsi dovrebbero collegare gli insediamenti tra loro, data la vicinanza geografica del quartiere di At-Tur all’Università ebraica, all’ospedale Hadassah e ad altre istituzioni israeliane. L’IOA vuole collegare tutte le sue istituzioni con l’avamposto di Beit Arut e con tutti gli avamposti a Gerusalemme.

L’IOA, diversi anni fa, ha confiscato 734 dunum di terra nei quartieri di At-Tur e Al-Sawana per realizzare un parco talmudico, in linea con i piani di ebraicizzazione di Gerusalemme.

In questo modo Israele scongiura la crescita urbana di At-Tur e di al-Issawiya, poiché l’area del parco talmudico è l’unica in cui è permesso ai residenti dei due quartieri di costruire.

L’IOA considera l’area del parco un’area strategica poiché in essa si trovano due strade che si collegano ad un’altra strada che porta all’insediamento di Ma’ale Adumim. In questo modo, l’occupazione garantisce un collegamento geografico tra Ma’ale Adumim e il progetto di insediamento denominato “E1” che prevede la costruzione di quattromila nuove unità di insediamento, oltre a quelle che si trovano a Ma’ale Adumim, collegandole allo stesso tempo a Gerusalemme. Ciò significa interrompere l’espansione urbana di At-Tur, Abu Dis, al-Eizariya, al-Zaim, al-Issawiya e Anata.

Quando questo progetto è stato discusso, Hammouri ha affermato che “l’istituzione di questo parco, e delle strade che lo attraversano, rientrano nel contesto degli sforzi dell’IOA per collegare gli insediamenti tra loro, il che significa assediare Gerusalemme da tutti i lati e costringere i residenti a vivere su isole circondate da colonie”.

Per quanto riguarda l’arresto dei minori, le interrogazioni a cui sono sottoposti e il divieto alle famiglie di accompagnarli persino alla stazione di polizia, al-Hammouri ha affermato che ciò accade in tutti i quartieri di Gerusalemme, in particolare nelle aree di Silwan, Shuafat e Beit Hanina. Ha inoltre aggiunto che il numero di arresti di minori è aumentato, raggiungendo alcune migliaia, e che l’occupazione continua a violare le leggi internazionali e i diritti dei bambini.

Per quanto riguarda invece la questione della demolizione delle case, l’ultima è stata quella di un edificio in costruzione per Ahmad Abu Al-Hawa, un uomo residente a Gerusalemme, avvenuta mercoledì 11 di questo mese. Al-Hammouri ha confermato che le demolizioni avvengono in tutte le aree di Gerusalemme, colpendo anche quegli edifici che hanno il permesso di costruzione dell’autorità, in completa violazione delle leggi internazionali e degli accordi firmati con l’Autorità Palestinese.

Il dottor Jamal Amr, ricercatore accademico specializzato in affari e architettura di Gerusalemme, ha sottolineato che At-Tur è un quartiere della città di Gerusalemme e non un paesino o un villaggio. Secondo lui, invece, Israele sta cercando di farlo sembrare un paesino di campagna e non un quartiere di una città palestinese urbanizzata e civile adatta ad essere una capitale. Amr considera il quartiere di At-Tur come il centro della città, poiché si trova nel mezzo della Città Santa, sulle pendici del Monte degli Ulivi, affacciato dal lato occidentale ad Al-Aqsa e alla Città Vecchia.

In un’intervista con il PIC, Amr ha affermato che l’area del quartiere di At-Tur supera gli ottomila dunum, e che nessuno può ridimensionarla perché l’area è sempre stati così fin da quando Allah ha creato la Terra. Ha spiegato che il quartiere di At-Tur comprende Al-Suwana e il Monte Scopus, su cui Israele ha costruito l’Università Ebraica e lospedale di Hadassah ma anche il Ras Al-Amud ed il cimitero ebraico, il quale occupa un’area di 230 dunum.

Ha continuato dicendo che: “le terre di At-Tur si estendono da al-Zaim all’ E1, un insediamento molto pericoloso, che porterà alla chiusura completa della porta orientale di Gerusalemme”.

Ha aggiunto dicendo che l’IOA ha confiscato vaste aree di terra per costruire giardini biblici, strade, tunnel e una funivia. L’IOA avrebbe voluto istituire un college militare vicino all’ospedale At-Tur, ma il tribunale di occupazione si è opposto al progetto a causa delle pressioni da parte di gruppi ambientalisti e talmudici che vogliono utilizzare l’area a proprio beneficio.

La sofferenza dei residenti di At-Tur continua a causa della mancanza di servizi di base che il comune di occupazione dovrebbe fornire quali strade, servizi fognari, reti idriche ed elettriche. Inoltre, si evidenzia la mancanza di marciapiedi, di illuminazione, di parchi, di contenitori per la spazzatura e altri servizi che il comune non fornisce nonostante il fatto che i residenti del quartiere paghino le tasse imposte loro dall’IOA.

Traduzione per InfoPal di Sara Origgio

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