Israele: o la Palestina accetta nuovi insediamenti a Hebron oppure perderà più terre

MEMO. Le forze di occupazione israeliane hanno detto alla municipalità di Hebron di accettare la costruzione di un nuovo quartiere per soli ebrei, altrimenti perderà il proprio diritto alla terra.

Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, il ministro della Difesa Naftali Bennett ha inviato una lettera il 1° dicembre al municipio tramite l’ufficio del Coordinatore delle attività governative dei Territori, affermando che “qualora non ottemperi ai suoi obblighi entro 30 giorni, si avvieranno procedimenti legali per l’archiviazione e la revoca del suo status di protezione”.

Il piano, inizialmente proposto dal capo di Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman, prevede che il comune palestinese debba accettare la demolizione del mercato, situato nella Città Vecchia, come anche la costruzione di nuovi insediamenti illegali per i coloni ebrei. Haaretz ha inoltre affermato che, in questo modo,  il comune palestinese otterrebbe il diritto di mantenere il piano terra del nuovo progetto da utilizzare come mercato.

Il mercato venne chiuso nel 1994, dopo che le forze di occupazione dichiararono l’area “zona militare chiusa” a seguito delle proteste dei palestinesi, furiosi per l’attacco dei coloni alla moschea di Al-Ibrahimi che causò la morte di 29 fedeli palestinesi.

Le autorità israeliane rivendicano l’area come proprietà degli ebrei sin da prima del 1948, sostenendo che i giordani, che al tempo governavano in Cisgiordania, la affittarono al comune di Hebron attraverso un contratto di locazione protetta. Dopo l’occupazione israeliana in Cisgiordania del 1967, le autorità israeliane trasferirono l’area alla custodia per la proprietà abbandonata mentre il comune rimase un “affittuario” protetto.

Secondo quanto riportato su Haaretz, il rappresentante del comune, Samer Shehadeh, ha affermato: “Questa lettera sembra essere una minaccia come anche un palese tentativo di fare pressione sul comune affinché conceda il suo consenso al trasferimento, ma ciò non accadrà mai”.

L’ONG israeliana Peace Now ha riferito che “le acrobazie legali hanno raggiunto nuovi traguardi per quanto riguarda l’estensione degli insediamenti.

“Gli standard etici vengono calpestati per soddisfare una minoranza estremista che desidera intensificare il controllo e consolidare l’apartheid esistente nell’insediamento di Hebron. Questa è un’ulteriore dimostrazione di quanto l’occupazione sia messianica”.

(Nella foto: Immagine di insediamenti illegali in Cisgiordania [Wisam Hashlamoun/Apaimages]).

Traduzione per InfoPal di Rachele Manna

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