L'alleggerimento dell'embargo a Gaza: solo propaganda israeliana.

Gaza – Infopal. La decisione delle autorità israeliane di “alleggerire” l'embargo su Gaza ha suscitato una certa apprensione tra i palestinesi, i quali ritengono si tratti di una sortita propagandistica per allentare la pressione da parte dei governi e delle opinioni pubbliche di tutto il mondo.

Il provvedimento delle autorità d'occupazione israeliane, rispetto a prima, contempla nuove tipologie e quantità superiori di merci e di prodotti alimentari ai quali ora viene permesso l'ingresso nella Striscia di Gaza. Tuttavia permane il divieto per materiali d'importanza vitale come il cemento e il ferro, necessari per la ricostruzione.

Un provvedimento solo di facciata. Il commerciante Nahid al-Khalidi ci racconta che le tipologie e le quantità di merci che adesso, secondo gli occupanti, possono entrare, sono oggetto di mere dichiarazioni propagandistiche, perché in realtà si tratta solo di alcuni cibi in scatola, mentre per il resto si tratta di materiali, merci ed aiuti umanitari che passano a ritmo semiquotidiano attraverso i valichi, destinati all'Unrwa.

I nuovi cibi in scatola che adesso vengono fatti entrare sono la marmellata, l'halawa [un dolce tipico della regione siro-palestinese, ndr], alcuni tipi di patata e di spezie. Per di più, queste merci entrano, in quantità limitate, attraverso i cunicoli al confine con l'Egitto.

Al-Khalidi ci spiega che la Striscia di Gaza ha anche bisogno di carta e di quaderni per gli studenti, per non parlare dei computer; per questo chiede all'Unrwa di operare pressioni su Israele affinché conceda il passaggio di questi materiali, in particolare prima dell'inizio del prossimo anno scolastico.

Le forze d'occupazione israeliane considerano invece tutto ciò come “materiali proibiti” a Gaza, asserendo che non si tratta di articoli essenziali per la vita quotidiana…

Un nuovo passo dell'Unrwa, però… Dal canto suo, l'Unrwa afferma che le autorità d'occupazione si rifiutano ancora di far entrare molti materiali e merci importanti per la Striscia di Gaza. L'Unrwa, attraverso la sua sede principale  a Gerusalemme (al-Quds) e il segretario generale dell'Onu, ha spedito numerose lettere per far sì che questi prodotti possano entrare nella Striscia di Gaza.

Il portavoce dell'Unrwa, 'Adnan Abu Hasana, ci ha spiegato che la decisione di “alleggerire” l'embargo a Gaza è un buon passo, ma a questo deve fare seguito l'eliminazione completa dell'embargo, nel più breve tempo possibile.

Nei giorni scorsi – spiega Abu Hasana -, le autorità d'occupazione israeliane hanno permesso l'ingresso nella Striscia di piccole quantità di ferro e di cemento, specialmente per la realizzazione dei progetti dell'Unrwa, in modo da procedere con la ricostruzione di abitazioni e di stabilimenti che l'Unrwa, con le sue sole forze, non riesce a riedificare.

La maggior parte dei valichi resta chiusa. Abu Hasana ci ha rivelato che solo due dei cinque punti di frontiera con Israele sono in funzione. Da lì, le autorità d'occupazione fanno passare alcuni aiuti, ma in generale l'annuncio dell' “alleggerimento” dell'embargo è un puro provvedimento propagandistico.

Durante l'aggressione del 2008-2009 Israele ha preso di mira le strutture delle Nazioni Unite, ma ora permette di far passare piccole quantità di cemento per la ricostruzione, attraverso l'Unrwa, di quel che ha distrutto… Con migliaia di palestinesi che vivono ancora da sfollati.

Richieste di fine dell'embargoIl presidente del Comitato popolare contro l'embargo, Jamal al-Khudari, dubita delle “facilitazioni” per la Striscia di Gaza proclamate dagli occupanti, ed anche per lui tutto ciò è solo propaganda. Al-Khudari invita pertanto la comunità internazionale a fare pressioni su Israele.

Queste “facilitazioni”, infatti, nella realtà risultano irrealizzabili senza l'apertura completa di tutti i valichi, onde permettere ad ogni tipo di merce – come i materiali da costruzione e le materie prime per l'industria – di entrare nella Striscia, senza alcuna restrizione.

Inoltre, al-Khudari chiede che venga aperto il “corridoio di sicurezza” tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania per il transito delle persone, oltre a quello idrico tra la Striscia stessa e l'esterno, sotto la supervisione dell'Unione Europea.

Il valico di Kerem Abu Salam è l'unico attraverso il quale le autorità d'occupazione fanno passare alcune merci. Ma si tratta di non più di 120 camion, mentre Gaza, per fare fronte alla crisi determinata da quattro anni di rigido embargo, avrebbe bisogno di almeno 1.000 camion di merci al giorno.

Ma gli assediati della Striscia di Gaza, adesso, aspirano solo alla rimozione completa dell'embargo, senza giustificazioni per semplici “alleggerimenti” o altro da parte degli occupanti israeliani.

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