L’occupazione ha violato la tregua in 48 occasioni, uccidendo due palestinesi e ferendone decine

Gaza-InfoPal. Un’organizzazione palestinese per i diritti umani ha reso noto che le forze di occupazione israeliane hanno violato la tregua, raggiunta due settimane fa con le fazioni della resistenza palestinese attraverso la mediazione egiziana, in circa 48 occasioni. 

Il Centro per i diritti umani al-Mizan ha affermato che Israele prosegue le sue violazioni contro i pescatori e gli agricoltori palestinesi, in mare e nelle zone vicine al confine, nonostante i propositi del cessate il fuoco annunciato nella serata di mercoledì 21 novembre, e che ha posto fine a otto giorni di vaste offensive lanciate dalle forze di occupazione israeliane contro la Striscia di Gaza. 

Al-Mizan ha sottolineato che le forze di occupazione continuano ad aprire il fuoco contro i civili e non solo nelle zone adiacenti al confine. Esse hanno bombardato e colpito dei civili che si trovavano a circa un chilometro ad ovest del confine, hanno inoltre arrestato un agricoltore a est della città di Gaza. Mentre proseguono le loro aggressioni contro i pescatori palestinesi, costringendoli a lasciare il mare, distruggendo i loro pescherecci e attrezzature e arrestandoli.

Secondo le informazioni raccolte dal Centro, dall’entrata in vigore della tregua, le forze di occupazione hanno aperto il fuoco, prendendo di mira i civili nelle zone vicino al confine, in 26 occasioni; in un caso almeno, i colpi dell’artiglieria hanno raggiunto le zone situate ad un chilometro a ovest del confine. Le aggressioni hanno causato l’uccisione di due palestinesi e il ferimento di altri 54, tra cui nove bambini. Inoltre, le forze israeliane hanno arrestato quattro civili, tra cui un bambino, nelle aree di frontiera. 

Per quanto riguarda le violazioni commesse in mare, le forze di occupazione hanno aggredito i pescatori in 22 occasioni, arrestandone 32. Un pescatore si trova ancora in arresto, mentre gli altri sono stati rilasciati. La marina israeliana ha sparato contro i pescherecci palestinesi danneggiandone quattro e, in un’occasione, essa ha rovinato le reti da pesca palestinesi. 

Il Centro per i diritti umani ha ribadito la condanna delle violazioni israeliane, che limitano il diritto dei palestinesi ad accedere alla terra e al mare, sottolineando che quello di pescare liberamente nel mare di Gaza è un diritto naturale che spetta ai palestinesi, e che i comportamenti delle forze di occupazione, che aggrediscono i pescatori e gli agricoltori palestinesi privandoli dai loro mezzi di sussistenza e arrestandoli arbitrariamente intaccando la loro dignità, violano le norme del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani internazionali. 

Al-Mizan ha esortato la comunità internazionale ad intervenire per proteggere i civili e fermare le violazioni israeliane nei loro confronti, sottolineando che la Striscia di Gaza fa parte dei territori palestinesi occupati e che agli accordi siglati tra le forze di occupazione e una parte delle leadership palestinese, tra cui anche gli accordi di Oslo, non soppiantano questa realtà. Ciò impone ad Israele di rispettare i suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale, il che significa, oltre all’obbligo di non commettere violazioni, garantire il rispetto dei diritti umani della popolazione civile che vive nei territori occupati.

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