L’OLP condanna la pulizia etnica a Silwan

unnamedBetlemme-Ma’an. Il Dipartimento per i negoziati dell’OLP lunedì ha criticato quella che definisce “pulizia etnica sistematica dei Palestinesi” da parte di Israele nel quartiere di Silwan, nella Gerusalemme Est occupata.

Il dipartimento dell’OLP ha dichiarato in un comunicato stampa che le politiche israeliane “a Silwan mirano non solo a modificare il carattere storico della zona e a consolidare il controllo israeliano sulla Città Vecchia di Gerusalemme… ma contribuiscono anche alla pulizia etnica sistematica dei Palestinesi nella Gerusalemme est occupata”.

Silwan è uno dei molti quartieri palestinesi della Gerusalemme Est occupata che vede ora un afflusso di coloni israeliani che demoliscono case e sgomberano le famiglie palestinesi.

Il dipartimento negoziati dell’OLP ha evidenziato l’impatto delle organizzazioni di coloni israeliani nel processo, in particolare Ateret Cohanim e Elad, che mirano ad aumentare la presenza ebraica in tutta Gerusalemme est.

Queste organizzazioni si sono impadronite di 39 case a Silwan, creando l’insediamento in cui vivono circa 400 coloni israeliani, secondo quanto riferisce il comunicato stampa.

Ha aggiunto che il governo israeliano “ha fornito alle organizzazioni dell’insediamento il supporto politico, legale e procedurale per espandere gli insediamenti illegali in tutta Gerusalemme est, soprattutto a Silwan”.

Il dipartimento negoziati dell’OLP ha criticato una serie di pratiche del governo e dei coloni a Silwan, tra cui “l’espansione illegale delle colonie israeliane, l’appropriazione di case, le demolizioni, gli scavi, gli attacchi quasi ogni notte e gli arresti di bambini”.

Ha manifestato particolare attenzione a “insediamenti pubblici e turistici”, che afferma che il governo israeliano ha creato “con lo scopo di eliminare qualsiasi narrazione storica non ebraica o connessione con la terra”.

Ha indicato, in particolare, il centro turistico Ir David all’ingresso di Silwan, conosciuto anche come la Città di Davide, che offre visite e conferenze a “milioni” di turisti ebrei.

Ha inoltre evidenziato gli sforzi dell’organizzazione di coloni Ateret Cohanim per spingere i Palestinesi fuori dalla zona di Batin al-Hawa, nel centro di Silwan, un’area di 5.130 metri quadrati che era precedentemente abitata da ebrei yemeniti.

I Palestinesi hanno vissuto nella zona dal 1929, si legge nel comunicato stampa, ma nel corso degli ultimi 13 anni, Ateret Cohanim ha depositato 10 cause contro 250 Palestinesi in 44 case, e si prevede che ne aggiunga altre 11 contro gli altri 250 residenti.

Il comunicato stampa ha offerto sostegno ai residenti che hanno organizzato proteste contro le pratiche israeliane nel quartiere.

Israele ha conquistato Gerusalemme est nel 1967 e l’ha poi annessa con un’azione non riconosciuta dalla comunità internazionale. I Palestinesi vogliono Gerusalemme Est come capitale di un futuro stato.

Traduzione di Edy Meroli

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