Un ministro israeliano: i confini del Medio Oriente sono destinati a cambiare

PressTV. Il ministro israeliano per gli Affari Militari,  Moshe Ya’alon, ha affermato che i confini di molti paesi del Medio Oriente sono destinati a cambiare in futuro, a causa dei recenti sviluppi nella regione.

In una recente intervista con la radio nazionale statunitense NPR, il ministro israeliano ha affermato che i confini attuali potrebbero cambiare nei prossimi anni, mentre alcuni sono “già stati modificati”.

Ya’alon ha aggiunto che i confini di alcuni paesi della regione sono stati artificialmente disegnati dall’Occidente.

“La Libia è una nuova creazione, una creazione occidentale come risultato della prima guerra mondiale. Stessa cosa per la Siria e l’Iraq – stati nazione artificiali -, e quello che vediamo oggi è il crollo di questa idea occidentale”, ha affermato.

“Tuttavia – ha aggiunto – i confini di alcune nazioni, tra cui il confine egiziano con Israele, rimarranno invariati”.

“Dobbiamo distinguere tra paesi come l’Egitto, con la loro storia. L’Egitto rimarrà l’Egitto”, ha detto Ya’alon.

Il ministro non ha spiegato se i confini di Israele, anche disegnati dalle potenze occidentali dopo la prima guerra mondiale, potrebbero cambiare o no.

Per quanto riguarda il diritto al ritorno per i profughi palestinesi, Ya’alon ha dichiarato che Tel Aviv non può permettere una simile azione, in quanto sarebbe come mantenere il conflitto israelo-palestinese vivo “per sempre”.

Ha anche affermato che l’insistenza per rimuovere i coloni israeliani dalla Cisgiordania equivale a “pulizia etnica”.

Il regime israeliano ha espulso più di 700 mila persone dalla loro terra dopo che ha occupato la Palestina, nel 1948.

Le forze israeliane hanno cancellato dalla cartina geografica quasi 500 villaggi e città palestinesi, lasciando un totale stimato di 4,7 milioni di rifugiati palestinesi che sperano in un definitivo ritorno in patria dopo più di sessantanni.

Dal 1948, il regime israeliano ha negato ai profughi palestinesi il diritto al ritorno, nonostante le risoluzioni delle Nazioni Unite e ​​le leggi internazionali che sostengono il diritto del popolo a tornare in patria.

Tel Aviv ha costruito più di 120 insediamenti illegali costruiti dopo l’occupazione dei territori palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est.

Traduzione di Edy Meroli

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