Misure israeliane per trasformare i quartieri di Gerusalemme in una baraccopoli

Gerusalemme occupata-PIC. Le autorità israeliane continuano ad applicare misure volte a espellere i cittadini palestinesi da Gerusalemme per cambiare l’equilibrio demografico della città a favore dei coloni ebrei attraverso una serie di politiche, come privare i quartieri arabi di Gerusalemme dei servizi fondamentali.

Martedì il quotidiano Haaretz ha riportato il ministro degli Affari e della Protezione Ambientale di Gerusalemme Ze’ev Elkin ha escluso i quartieri palestinesi della Gerusalemme Est da un piano volto a migliorare la qualità ambientale di Gerusalemme; questo nonostante sia a conoscenza delle difficili condizioni di salute dei circa 140mila palestinesi oltre il Muro.

La compagnia idrica palestinese ha dichiarato che la compagnia israeliana Mekorot non fornisce abbastanza acqua ai quartieri gerosolimitani dietro il Muro.

Secondo quanto riportato da Munir Abu Ashraf, membro del comitato municipale di Kafr ‘Aqab, i residenti sono costretti a riempire taniche da 1500 litri quando l’acqua è disponibile, rischiando però di far crollare i tetti su cui sono poste.

Secondo il Canale Dieci della TV israeliana, esiste un piano segreto sviluppato dal Consiglio di sicurezza nazionale israeliano, con il sostegno del primo ministro Benjamin Netanyahu, per separare il campo di Shu’fat e il quartiere di Kafr ‘Aqab dalla municipalità di Gerusalemme.

Munir Zagheir, presidente del comitato dei quartieri di Gerusalemme, ha denunciato che il comune di Gerusalemme viene meno ai propri doveri verso i quartieri arabi a Gerusalemme, ricorrendo a pretesti relativi a questioni di sicurezza.

Ha spiegato che i residenti di Kafr ‘Aqab stanno affrontando molte difficoltà a causa della mancanza di servizi riguardanti l’acqua, le infrastrutture e le strade.

Munir Zagheir ha inoltre evidenziato che quasi 65mila gerosolimitani – provvisti di carte d’identità israeliane – vivono nelle baracche a Kafr ‘Aqab e pagano tasse di proprietà e assicurazione medica senza ottenere in cambio alcun servizio. Ha concluso sottolineando la presenza di 12mila famiglie del quartiere che richiedono di potersi riunire con le proprie famiglie, da cui sono state separate a causa del Muro.

Traduzione di F.G.

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