Prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame: si aggrava il loro stato di salute

-1841384175Cisgiordania-Wafa, PIC e Quds Press. Il 17 aprile 2017 circa 1.500 prigionieri palestinesi hanno lanciato uno sciopero della fame di massa per protestare contro le difficili condizioni umanitarie nelle carceri israeliane.

Adesso il numero di prigionieri in sciopero è salito a 1.800, nonostante le condizioni di salute stiano peggiorando di giorno in giorno, secondo quanto riportato dai gruppi per i diritti umani. Nella tenda della solidarietà con i prigionieri, allestita a Ramallah, anche madri e altri famigliari si sono uniti allo sciopero della fame.

Recentemente diversi detenuti sono stati trasferiti in ospedale a causa del grave deterioramento delle condizioni di salute e le associazioni per i prigionieri avvertono che Israele cercherà medici che applichino il nutrimento forzato.

Mentre lo sciopero continua e Israele si ostina a non accogliere le richieste dei prigionieri, la reazione popolare si fa sempre più forte. Un palestinese è stato ucciso a sangue freddo dalle truppe israeliane durante una manifestazione in Cisgiordania a sostegno degli scioperanti. Centinaia di sostenitori della Palestina di tutto il mondo, compresi giornalisti, attivisti, studenti e celebrità hanno mostrato solidarietà verso i prigionieri dopo che Aarab Barghouti, figlio di Marwan Barghouti, si era filmato mentre beveva acqua salata a sostegno di suo padre e di altri prigionieri politici palestinesi, lanciando la cosiddetta “Salt Water challenge” (la sfida dell’acqua e sale), che è diventata virale sui social network e punta a portare l’attenzione sui prigionieri in sciopero e sull’acqua con sale che li sta mantenendo in vita.

 

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