Social media, 24 violazioni dei contenuti palestinesi nel mese di febbraio

Wafa. Il Sada Social Center, un’iniziativa giovanile palestinese che monitora le piattaforme dei social media, ha affermato in un nuovo rapporto che le aziende dei social media continuano a violare frequentemente il diritto di espressione dei contenuti palestinesi.

Nel mese di febbraio, il Centro ha documentato 24 violazioni sui social media: Facebook è attestato con 18, Instagram con 5 e Twitter con 2.

Il Centro ha affermato che Facebook continua a prendere di mira i contenuti palestinesi in diversi modi, come limitare l’accesso, impedire la pubblicazione, ridurre l’interazione di molte pagine palestinesi e la funzione della trasmissione in diretta continua a essere inaccessibile a molti attivisti e giornalisti.

D’altra parte, migliaia di persone in tutto il mondo hanno interagito con la campagna “Facebook, We Need to Talk”, durante la quale è stata presentata una petizione a diverse filiali dell’azienda Facebook, con la firma di quasi 53.000 persone, denunciando l’intenzione della piattaforma di prendere in considerazione il termine “sionismo” come parte dell'”incitamento all’odio”.

La campagna mette in guardia sull’escalation di misure arbitrarie di Facebook contro i contenuti palestinesi, soprattutto con la tendenza a stigmatizzare le critiche al sionismo equiparandole con l’antisemitismo.

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