Striscia di Gaza, 324 palestinesi uccisi da Israele dall’inizio della Grande marcia del Ritorno

Gaza-Quds Press. Il Centro dei diritti umani, al-Mizan, ha dichiarato che le forze di occupazione israeliana hanno ucciso 324 palestinesi, dall’inizio della Grande marcia del Ritorno sui confini orientali della Striscia di Gaza, iniziata il 30 marzo 2018. Le forze israeliane trattengono le salme di 16 delle vittime, comprese quelle di 3 bambini.

Ha aggiunto che 211 delle vittime sono state uccise mentre partecipavano alla Grande marcia, tra le quali 46 bambini, 2 donne, 9 disabili, 4 paramedici e 2 giornalisti.

Durante gli stessi eventi sono stati feriti 18.085 palestinesi, tra i quali 4483 bambini, 813 donne. Del totale, 9.080 – tra i quali 1929 bambini e 177 donne – sono stati feriti da proiettili letali israeliani.

Il personale medico è stato preso di mira 264 volte, causando il ferimento di 212 paramedici, 42 dei quali è stato colpito più di una volta.

Giornalisti e operatori dei media sono stati presi di mira 247 volte, con 173 feriti, 42 dei quali sono stati colpiti più di una volta.

Il Centro per i diritti umani ha aggiunto che le forze di occupazione continuano da 73 settimane a prendere di mira i partecipanti alle pacifiche manifestazioni, e a far uso di forza eccessiva e mortale contro di loro. Durante la manifestazione di venerdì 6 settembre sono morti due bambini, e sono stati feriti 93 altri cittadini.

Al-Mizan deplora fortemente il comportamento delle forze di occupazione nel continuare a utilizzare la forza eccessiva e afferma che ciò implica violazioni gravi delle leggi internazionali, che possono essere considerate crimini di guerra, in particolare le deliberate uccisioni e il ferimento dei cittadini che si esprimono pacificamente e protestano contro le condizioni drammatiche in cui vivono a causa dell’oppressione israeliana.

“I dati sul campo provano che dall’inizio delle marce del ritorno fino ad oggi, le forze di occupazione uccidono deliberatamente e feriscono gravemente pacifici partecipanti, in particolare i bambini – che non minacciano la vita o la sicurezza delle forze israeliane.

Ciò è evidente dal gran numero di vittime e feriti, dalle parti del corpo prese di mira, dall’uso di munizioni letali e strumenti di dispersione come i gas lacrimogeni, dai proiettili sparati direttamente contro i corpi dei partecipanti pacifici, e dall’impedimento del lavoro del personale medico preso di mira”.

Al-Mizan ha ribadito la sua reiterata richiesta alla comunità internazionale di intervenire urgentemente ed efficacemente per fermare le violazioni da parte delle forze di occupazione, per lavorare per la giustizia nei Territori palestinesi occupati e fornire protezione internazionale alla popolazione civile.

Ha invitato a prendere provvedimenti per garantire che l’occupazione rispetti i suoi obblighi legali ai sensi del diritto internazionale e per garantire che chiunque sia sospettato di violare le norme del diritto internazionale sia ritenuto responsabile.

Traduzione per InfoPal di Duha Yahia

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