Ingegneria, occupato laboratorio Protesta contro la ricerca bellica

Ingegneria, occupato laboratorio

Protesta contro la ricerca bellica

Quaranta studenti del Collettivo Spam, Tpo di Bologna e Aq16 di Reggio Emilia hanno fatto irruzione in un padiglione di Ingegneria al Campus. Obbiettivo, protestare contro la collaborazione dell’Ateneo con la Caterpillar, azienda americana che fornisce i bulldozer all’esercito israeliano

di Giacomo Talignani

 

Una quarantina di studenti alle 15 di oggi ha “occupato” uno dei laboratori di Ingegneria al Campus. Si tratta di una irruzione decisa dai gruppi Collettivo Spam, Teatro Polivalente Occupato di Bologna e Aq16 Reggio Emilia. I manifestanti protestano infatti con le ricerche “belliche” portate avanti dagli atenei italiani: “Nei laboratori di Ingegneria dell’università di Parma – dicono i collettivi – si lavora per progettare visori notturni e altri prodotti destinati alla multinazionale americana Caterpillar. La Caterpillar fornisce direttamente i suoi bulldozer all’esercito israeliano che, con quelle macchine, ha distrutto 12mila case palestinesi. La nostra è una azione di protesta pacifica (e tramite volantinaggio, ndr) e chiediamo di sospendere la collaborazione dell’ateneo con la Caterpillar. Siamo contro le ricerche per fini bellici”.

 

 Insieme ai collettivi, gli studenti dell’Onda e della protesta anti riforma Gelmini. “La multinazionale americana – spiegano gli studenti – è stata ammonita anche dall’Alto commissionariato Onu e da Amnesty International a non vendere più i loro prodotti all’e sercito di Israele. Continueremo a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema. Speriamo di poter incontrare il professor Alberto Broggi, uno dei responsabili del laboratorio, e riuscire a convincerlo ad interrompere questo tipo di ricerche legate alla Caterpillar. Siamo sempre a favore della ricerca ma non di quella a scopo bellico”. 

La cronaca della protesta

 Richiesta di un’assemblea pubblica alla presenza del rettore, del preside della facoltà di Ingegneria e del direttore di Vislab per esplicitare le condizioni contrattuali tra ateneo e Caterpillar e interruzione delle collaborazioni tra il laboratorio di ricerca e tutte le realtà coinvolte in operazioni di guerra.

 Queste le istanze portate al professor Giorgio Picchi, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’università di Parma, dagli studenti universitari e dell’Onda e da appartenenti a Collettivo Spam di Parma, Tpo di Bologna, Aq16 di Reggio Emilia che oggi hanno manifestato con striscioni e volantini nei pressi della facoltà di Ingegneria. Al centro della protesta l’accordo sottoscritto nel luglio scorso tra Vislab e la multinazionale americana Caterpillar, che secondo i manifestanti fornirebbe direttamente all’esercito israeliano i bulldozer con cui vengono abbattute le abitazioni palestinesi. Nel corso dell’assemblea pubblica, sulla cui fattibilità i rappresentanti dell’ateneo parmigiano non si sono comunque sbilanciati, spiegano alcuni partecipanti al sit in, studenti e collettivi vorrebbero affrontare  anche il problema più generale della ricerca universitaria applicata a fini bellici. E’ il caso, sottolineano ancora alcuni dei manifestanti, degli accordi sottoscritti tra il Vislab stesso e il ministero della Difesa americano.

(repubblica on line parma 22 gennaio 2009)

 

 

 

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