La fine dell’Iniziativa di pace con Israele verrà discussa al vertice della Lega Araba

Agenzie. La possibilità di porre fine all'Iniziativa di pace araba sarà inclusa nell'agenda del prossimo vertice della Lega araba, che si terrà in Libia questo fine settimana: lo ha affermato ieri il Segretario generale della Lega Amr Musa.

In una dichiarazione rilasciata prima di recarsi a Sirte, sede del summit, Musa ha definito inutile insistere a voler trattare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo gli ultimi sviluppi della questione di Gerusalemme, e che la “linea dura” d'Israele non spingerà i rappresentanti della Lega araba a “cedere Gerusalemme”.

Il ritiro dall'Iniziativa di pace araba verrà proposta ai partecipanti alla conferenza, che quest'anno li vedrà tutti presenti “senza eccezioni”, assicura Musa, che aggiunge che “la maggior parte dei paesi sarà rappresentata dalle più alte cariche delle rispettive leadership. (…) Stiamo seguendo i recenti sviluppi in Palestina e le pratiche israeliane a Gerusalemme. Il vertice arabo ripercorrerà tutti gli eventi e vedremo le conclusioni che ne trarrà la Lega araba”.

L'Iniziativa, lanciata a Beirut nel 2002, propone di normalizzare le relazioni con Israele, a condizione di stabilire uno stato sovrano palestinese secondo i confini precedenti al 1967, con capitale Gerusalemme est.

La decisione di discuterne la revoca segue una serie di progetti del governo israeliano per la continuazione dell'espansione coloniale nella metà palestinese della città, che include un'unità edilizia esclusivamente ebraica nel quartiere “caldo” di Sheikh Jarrah.

Da parte sua, il Segretario generale Onu Ban Ki-Moon ha annunciato martedì la sua presenza al vertice di Sirte, mentre il panorama politico internazionale sta assistendo a quella che lui stesso ha definito una crisi della fiducia nei confronti dei piani israeliani, come riportano fonti delle Nazioni Unite.

“Qui io ripeto quello che ho già detto più volte: che le colonie sono illegali secondo la legge internazionale. Tutto questo deve finire”, sono le parole che Ki-Moon ha pronunciato a New York davanti ai giornalisti, subito dopo l'annuncio d'Israele del progetto edilizio a Sheikh Jarrah.

Musa ha anche chiarito che le trattative indirette tra l'Autorità nazionale palestinese (Anp) e il governo israeliano mediate dagli Stati Uniti sono state mandate a monte dal coincidere del lancio del piano con la visita del vice presidente Usa Joe Biden, giunto proprio per rinnovare il processo di pace.

Il capo negoziatore dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) Saeb Erekat ha commentato ieri la decisione israeliana ritenendola dannosa per la credibilità dello stato sionista in quanto partner per la pace, e affermando che si tratta di un ulteriore tentativo per cancellare la presenza palestinese dalla città.

Intanto, secondo il portavoce della Casa Bianca Tommy Vietor, anche l'amministrazione Usa sarebbe convinta dell'incompatibilità dell'espansione edilizia israeliana a Gerusalemme con il processo di pace (Associated Press).

Dall'altra parte, il portavoce di Mahmud Abbas ha riferito martedì che non ci sarà pace né stabilità senza una Gerusalemme palestinese, e ha quindi ribadito la posizione dell'Anp, che non s'impegnerà in alcuna trattativa fino allo stop definitivo alle colonie nei Territori occupati.

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