Manifestazione nonviolenta a Nil’in repressa dall’esercito. La Corte militare processa bimbi di 11 anni: avevano lanciato pietre.

Ramallah – Infopal. La settimanale manifestazione nonviolenta di Nil’in si è, come di consueto, trasformata in un mattatoio a seguito dell’intervento delle truppe israeliane che hanno aperto il fuoco su cittadini indifesi.

Sei, tra palestinesi e attivisti internazionali, sono stati colpiti da scariche di proiettili sparati dai soldati, e decine di altri sono rimasti intossicati dai lacrimogeni, durante il corteo organizzato ieri pomeriggio.

Durante la preghiera del venerdì, lo sheikh Murad A’mira ha tenuto un sermone ai cittadini di Nil’in e ai pacifisti internazionali lanciando un appello all’unità nazionale contro l’occupazione israeliana e la costruzione del Muro.

Dopo la preghiera, i manifestanti hanno sfilato lungo le strade della cittadina, fino alle terre confiscate da Israele per far posto al Muro di Annessione.

Quattro soldati sono stati colpiti dalle pietre lanciate da alcuni giovani che cercavano di rispondere alle raffiche di proiettili.

La Giustizia secondo Israele: processati bimbi di 11 anni. Il portavoce della Campagna popolare contro il Muro, Salah Al- Khawjah, ha comunicato che a 7 minorenni di Nil’in, arrestati dieci giorni fa per aver tirato pietre contro i soldati, la Corte militare israeliana ha imposto il pagamento di 3.000 shekel (850 dollari). Una cifra folle per una famiglia media palestinese che vive sotto occupazione. Inoltre, Al-Khawjah ha spiegato che sei dei sette bambini hanno meno di 11 anni e, per legge, non avrebbero dovuto essere processati. Il settimo ha solo 14 anni: a lui la Corte ha imposto il pagamento di 6.000 shekel come cauzione per il rilascio, in attesa del processo. Un processo per aver lanciato pietre contro i soldati di uno degli eserciti più armati e potenti del mondo.

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