Per ricordare la Giornata della terra palestinese.

Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (A.B.S.P.P.) ONLUS
 

 

ASSOCIAZIONE INFOPAL

                                                  

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il 30 marzo ricorre la Giornata della Terra.

 

La popolazione della Palestina occupata ricorda a tutto al mondo arabo-islamico e alla comunità internazionale la tragedia che l’ha coinvolta in momenti storici differenti: 1948 – 1967. Date che coincidono con l’occupazione sionista delle terre palestinesi.

La politica israeliana di conquista dei territori palestinesi non si è fermata con l’occupazione della Cisgiordania, nel giugno del ’67, ma continua tuttora: giorno dopo giorno il Muro dell’Apartheid confisca nuovi terreni palestinesi dividendo orti, villaggi, città, famiglie.

Nuovi insediamenti vengono costruiti e i vecchi vengono ampliati.

I luoghi di culto musulmani e cristiani sono a rischio di distruzione e sequestro (importanti moschee sono già state trasformate in discoteche o in sinagoghe). La Moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme, patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore, oltreché tra i tre principali luoghi sacri dell’Islam, è a rischio di distruzione.

Tutto questo, nel “quasi” totale silenzio internazionale.

Perché questa ingiustizia cessi e perché il popolo palestinese possa vivere sulla propria terra, sulla terra dei propri avi, l’associazione Abspp –onlus e l’associazione Infopal lanciano un appello alla comunità internazionale affinché si sensibilizzi e sostenga i legittimi diritti del popolo palestinese.

 

Alcuni dati:

Su 187 mila dunum (18,7 mila ettari) sono costruite le colonie israeliane in Cisgiordania

Le colonie israeliane sono costruite su 187,7 chilometri quadrati (3,3%) della Cisgiordania come risultava fino al mese di agosto 2005. La maggior parte si trova nella provincia di Gerusalemme, occupando circa 44,4 chilometri quadrati (12,9%), e poi nella provincia di Ramallah e Al-Bireh, con circa 30,3 chilometri quadrati (3,5%) dei terreni.

Il numero ufficiale delle colonie in Cisgiordania è di 144 (fino alla fine dell’anno 2005), la maggior parte nella provincia di Gerusalemme (26 colonie, di cui 16 annesse a Israele), nella provincia di Ramallah e Al-Bireh (24 colonie).

Il numero dei coloni in Cisgiordania circa 451.441 (anno 2005), la maggior parte abitano nella provincia di Gerusalemme – 54,7%, cioè 191.575, e 55.268 coloni si trovano nel resto della provincia.

Nelle province di Ramallah e Al-Bireh ci sono 71.967 coloni; a Betlemme 43.737, a Salfit 28.830.

4790 ettari confiscati per costruire il Muro.

Le autorità di occupazione israeliane hanno confiscato decine di migliaia di ettari della Cisgiordania dai proprietari palestinesi per costruire il Muro di separazione e per l’espansione delle colonie.

I terreni confiscati per la costruzione del Muro a giugno 2005 ammontavano a circa 4790 ettari.

I terreni isolati e circondati dal Muro e dalla linea del "cessato il fuoco" (Linea verde), a circa 30.1 ettari, ed è abitata da 44.273 palestinesi.

Alla fine della costruzione del Muro e dell’espansione delle colonie, verranno annessi i gruppi di insediamento della Cisgiordania – il più importante è quello di Ma’alih Adomim, che isola Gerusalemme dal suo ambiente palestinese, di Al-Gor, che isola i territori della Cisgiordania e toglie al popolo palestinese la sua fonte di cibo -, e il raggruppamento delle colonie di Ariel che dividono i territori della Cisgiordania in due parti

(dati: https://www.infopal.it/testidet.php?id=4688)

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