Ritorno graduale della calma a Gaza dopo la nuova tregua.

Grazie alla nuova tregua tra le fazioni Hamas e Fatah, e il ritiro degli uomini armati dalle strade dalle 11 di questa mattina, nella città di Gaza sta tornando gradualmente la calma.
Dopo un giorno di lotta interna, sono stati parzialmente rimossi i blocchi stradali posti dalla sicurezza e dai membri di Fatah, in particolare nella zona ovest della città.
 

Gli esami di maturità

La tensione in città cresce, mentre 62.230 studenti iniziano gli esami di maturità, avvenimento a cui i cittadini palestinesi danno molta importanza.

Hamas ha chiesto a Fatah di non coinvolgere le scuole nei disordini, impedendo ai “fuorilegge” di far passare i loro piani sospetti che intendono disturbare il clima degli esami, rischiando di far scoppiare la lotta interna. 

Abbas invita alla fine della lotta interna

Il presidente Mahmud Abbas ha invitato le due fazioni a cessare immediatamente gli scontri, affermando che “questa lotta è una vergogna per tutti noi, per la nostra civiltà e per il nostro futuro”.

Abbas ha anche riferito che “le due parti stanno lavorando seriamente insieme ai fratelli egiziani per mettere fine all’illegalità che danneggia il nostro futuro”.

Dopo la sua visita di questa mattina alle aule degli esami della maturità nelle due scuole di Ramallah – Faisal Huseini per i maschi e Ispaniah per le femmine -,  Abbas ha parlato ai giornalisti. Si è rivolto a tutti per fermare immediatamente la lotta, non solo per gli esami ma per tutto il popolo, affinché possa vivere una vita normale, invitando a “mettere fine alla crisi in cui viviamo, una volta tra di noi e l’altra con gli israeliani”.

Abbas ha anche inviato un messaggio a Nasser Ad-Din Ash-Sha’er, ministro dell’istruzione sequestrato dall’occupazione israeliana, in cui gli dice: “Siamo con te e con tuoi fratelli del governo e del Consiglio legislativo e con i sindaci nelle prigione israeliane. Vi dico abbiate pazienza”.

Il presidente ha annunciato che gli studenti e il ministero dell’istruzione hanno intenzione di proseguire gli esami fino alla fine, nonostante le aggressioni e i bombardamenti, e ha aggiunto: “Il nostro popolo si è abituato alle aggressioni e ai bombardamenti”.

Il presidente, alla domanda se accetterà l’invito del Quartetto per partecipare alla riunione il 25 del mese in corso, al Cairo, ha risposto: “Fino a questo momento non abbiamo ricevuto nessun invito per poter dire se accettiamo o rifiutiamo”.

Un grande crimine

Il deputato Mushir al-Masri del “gruppo del Cambiamento e la Riforma” ha accusato il presidente Abbas della responsabilità degli ultimi disordini della Striscia di Gaza, "scoppiati per mano della sua Guardia e della sicurezza a lui fedele e a i golpisti di Fatah”.

In un comunicato stampa ha dichiarato: “È un grande crimine che il presidente dell’Autorità, Mahmud Abbas, protegga gli assassini e i criminali dentro la propria sede”. E ha sottolineato che Abbas è "più disponibile a sorridere ai nemici piuttosto che al popolo palestinese": “Non lo abbiamo visto sorridere così al primo ministro Ismail Haniyah”.

Al-Masri ha aggiunto che la Presidenza “è stata trasformata in una sede per uccidere, sequestrare e torturare”, facendo notare che in nessuna parte del mondo il presidente protegge gli assassini, indicando con ciò "i crimini effettuati dalla corrente golpista di Fatah, di cui Dahlan è considerato uno dei capi di spicco". 

Uccidere i sapienti

Per quanto riguarda l’imam della moschea al-Abbas, Shaikh Mohammad al-Rafati, ucciso a sangue freddo dalla Guardia presidenziale, il deputato di Hamas ha commentato: “Questa è una guerra contro i sapienti e gli imam delle moschee, come è successo a quella di an-Nur, a Khan Yunes, e a quella di Musa’ab Bin Omar, a Beit Lahiya”.

Al-masri ha avvertito che la prosecuzione di questi incidenti porterà la questione palestinese alla rovina, ed è questo che interessa a Fatah e all’occupazione. E ha affermato che Hamas, dal primo giorno della sua vittoria alle ultime elezioni, tenta di imporre la sicurezza, la tranquillità e la pace sociale, “ma purtroppo esiste un gruppo che difende l’illegalità e vuole nascondere il disinteresse alla questione palestinese”.

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