Usa, servizio per le rendite interne chiede revoca esenzione fiscale di Aipac

Imemc. Un documento schedato di 1.389 pagine chiede la revoca dell'esenzione fiscale di cui gode il Comitato per gli Affari pubblici israelo-americano (Aipac).

La richiesta è giunta il 23 novembre dal Servizio per le rendite interne (Irs).

Il Centro di politica IRmep per l'applicazione della legge, sezione del Middle Eastern Policy Institute, ha esposto la denuncia che ricopre fatti accaduti in un periodo di 60 anni, da quando cioè il fondatore di Aipac abbandonò il proprio incarico presso il ministero degli Esteri israeliano fino ad oggi.

I due principi contestati del documento sono: la Federal Bureau of Investigation (Fbi) aveva condotto varie indagini contro Aipac e, dopo aver raccolto informazioni a sostegno di un'accusa, aveva sollevato il caso contro l'organizzazione e suoi “giri” in ambienti governativi statunitensi.

Stando a tali informazioni, l'Aipac non opererebbe in qualità di organizzazione con una “responsabilità sociale” vale a dire avente scopi caritatevoli.

In secondo luogo, la prima richiesta di esenzione fiscale presentata da Aipac conteneva omissioni e fraudolenze. Non si faceva menzione all'organizzazione ad essa affiliata, quale il Consiglio sionista americano (Azc), chiusa nel rispetto del Department of Justice Foreign Agents Registration Act order del 1962 (che ne disciplinava la registrazione come agente straniero, ndr).

Pur non essendo stata in grado di dimostrare che gran parte dei propri fondi venivano originati in Israele attraverso l'azione di Azc, a distanza di sei settimane, Aipac esordì con la richiesta di esenzione fiscale.

Il 1° gennaio scorso, Grant F. Smith, direttore di IRme ha posto alcune domande a Douglas Shulman, Commissario di Irs, sulla radio nazionale pubblica.

Smith aveva chiesto quale fosse la posizione delle organizzazioni non profit in Israele operanti all'estero con il grado di violazione delle leggi fiscali americane.

Rassicurando l'opinione pubblica americana, Shulman aveva risposto: “Se le azioni caritatevoli sono intese violare la legge fiscale attraverso l'implementazione di attività sospette, allora dovremmo starvi dietro. Ogni anno si scoprono 501 (c) (3) realtà caritatevoli dalla categoria. Eseguiamo migliaia di verifiche contabili quindi siamo molto attenti nell'amministrare le leggi fiscali e facciamo di tutto perché le regole vengano osservate”.

“Attraverso una raccolta pubblica di denunce condotta con Irs (ad oggi sono 13.909), cittadini statunitensi e finanziatori raggirati sono stati chiamati a monitorare l'operato di Irs”, ha precisato Smith.

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