*100 BALFOUR. Una lettera, cento anni di ingiustizia e oppressione* 

A cura dei Giovani Palestinesi d’Italia. *100 BALFOUR* Una lettera, 100 anni di ingiustizia e oppressione*.
In occasione del centenario della dichiarazione Balfour è stata lanciata una campagna mondiale, #Balfour 100, a cui hanno aderito anche i Giovani Palestinesi D’Italia.
Il 2 novembre del 1917, all’indomani della I guerra mondiale, il ministro degli Esteri britannico, Arthur James Balfour, firmò tale dichiarazione, con la quale il governo britannico prometteva alla comunità ebraica sionista la terra di Palestina, nella quale fondare uno stato teocratico, nazione già abitata dal suo legittimo popolo, i palestinesi. Queste 67 parole, scritte all’allora rappresentante inglese della federazione sionista, Lord Rothschild, privavano, di fatto, i palestinesi della loro Terra, della loro nazione e storia.  La “promessa di Balfour”, così ribattezzata, è stata senza ombra di dubbio, una pagina nera della storia del popolo palestinese. Questa campagna ha l’intento di raccontare 100 anni di storia palestinese, descrivendo quelli che sono gli effetti catastrofici che questa dichiarazione ha avuto e ha ancora oggi sulla vita del popolo palestinese.
*100 Balfour Road*
“100 Balfour Road. Una lettera, cento anni di ingiustizia e oppressione” è il titolo del cortometraggio prodotto da BALFOUR APOLOGY COMPAIGN per ricordare l’avvertimento.
Il filmato di 12 minuti circa, è stato proiettato per la prima volta a Londra il luglio scorso, durante il Palestine Expo e in seguito in diversi paesi continentali e intercontinentali, ottenendo ottimi risultati.
In Italia è stato proiettato per la prima volta martedì 7 novembre a Torino, presso il Centro studi Sereno Regis, dai Giovani Palestinesi d’Italia.
*Cos’è il G.P.I?*
Il GPI nasce come esigenza dei giovani palestinesi di riunirsi in un’entità dove si possa lavorare per la Palestina. I giovani palestinesi hanno una patria comune, una causa comune, un futuro, che sotto certi aspetti, è comune.
Siamo presenti per fare la differenza. In Italia, lo vogliamo o no, rappresentiamo la Palestina, anche se molti di noi sono nati qui o son venuti da piccoli.
Rappresentare la Palestina è una grande responsabilità, e si tratta di portare ai piani alti la nostra voce, farci sentire, essere presenti, nella società, nel mondo lavorativo, nell’ambiente accademico.
La nostra è una patria diversa da tutte le altre, una patria assediata, priva di tante libertà, ma se non fosse per la resistenza soprattutto dei giovani, forse anche quel poco di terra che ci è rimasto non ci sarebbe più.Quindi crediamo che il nostro ruolo non sia importante, ma fondamentale per contribuire a far rialzare il nostro paese, ognuno nel proprio campo, ognuno nel proprio settore, ognuno con le proprie capacità e possibilità.

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