505 casi di detenzione amministrativa nella prima metà del 2018

Ramallah-Quds Press. Il Centro di Studi sui Prigionieri palestinesi ha riferito che durante la prima metà del 2018, le autorità dell’occupazione israeliana hanno emesso circa 505 ordini di detenzione amministrativa, molti dei quali sono un “rinnovo” di ordini precedenti.
Il Centro non governativo per i diritti umani, in una dichiarazione rilasciata mercoledì, afferma che gli ordini di detenzione amministrativa contro i prigionieri palestinesi da parte dell’occupazione sono significativamente aumentati durante l’anno corrente.
Un aumento che secondo il Centro risale al 30% rispetto allo stesso periodo del 2017, in cui le sentenze amministrative ammontavano a solo 397.
Il Centro sottolinea che le autorità di occupazione hanno continuato a emettere ordini di detenzione amministrativa nonostante il boicottaggio dei tribunali amministrativi e l’assenza dei prigionieri ai processi, nonché l’assenza di avvocati, fatto che conferma che si tratta di una politica “già pronta e prefabbricata, diretta dall’intelligence israeliana, la quale sostiene di possedere un dossier segreto dei prigionieri”.
Circa 450 detenuti amministrativi nelle carceri israeliane hanno infatti iniziato il boicottaggio dei tribunali dell’occupazione dal 15 febbraio scorso, con la speranza di portare alla ribalta la propria causa.
Alcuni prigionieri palestinesi hanno riferito che 306 ordini di detenzione amministrativa sono stati “rinnovati”  per un periodo di 2-6 mesi, mentre 199 “nuovi” sono stati rilasciati per la prima volta contro cittadini della Cisgiordania e di Gerusalemme arrestati dalle forze di occupazione.
Inoltre, tre minorenni e quattro membri del parlamento palestinese si trovano ancora in detenzione amministrativa, fatto che rappresenta un’applicazione più che ingiusta della “legge”.
Nel prossimo periodo, i prigionieri amministrativi intendono intensificare le proteste iniziando uno sciopero della fame “parziale”, poiché l’amministrazione delle carceri israeliane continua a procrastinare le loro legittime richieste.
Traduzione per InfoPal di Heba El Roubeigy

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