Assemblea generale Nazioni Unite: ‘La comunità internazionale dovrebbe prevedere il boicottaggio di Israele e sanzioni. Come per il Sudafrica dell’Apartheid’.

 

Onu: Giornata di solidarietà con il popolo palestinese

sabato, 29 novembre, 2008

 

 

© Comité de Solidaridad con la Causa Árabe

 

In occasione della ‘Giornata di solidarietà internazionale con il popolo palestinese‘ – che si celebra oggi 29 novembre, l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato nei giorni scorsi a grandissima maggioranza – ma sempre con il voto contrario di Israele e Stati Uniti – quattro risoluzioni che chiedono il rispetto dei diritti del popolo palestinese.

I primi tre documenti – sintetizza l’agenzia Misna – puntano l’attenzione sui bisogni essenziali della popolazione dei Territori occupati e denunciano l'”illegalità” delle “misure unilaterali di Israele” tese a cambiare lo “status” di Gerusalemme, proseguite nonostante gli impegni assunti un anno fa nella conferenza di pace di Annapoli; tra queste, la barriera di separazione che taglia e circonda i quartieri orientali della città, così come la creazione di speciali corridoi verso l’insediamento ebraico di Ma’ale Adumim in Cisgiordania.

Nella quarta risoluzione, approvata con 163 voti a favore e solo sei contrari, si sottolinea che “una soluzione giusta e onnicomprensiva della questione di Gerusalemme deve tenere in considerazione le preoccupazioni sia degli israeliani che dei palestinesi”. Altre due risoluzioni – sempre approvate dell’Assemblea generale – esprimono “l’insoddisfazione nei confronti delle mosse di Israele per controllare Gerusalemme e verso le azioni iraeliane nel Golan Siriano, incluso l’illegale occupazione da parte di Israele del’area sin dal 1967”.

Aprendo la due giorni dedicata alla questione palestinese, il presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Miguel d’Escoto Brockmann, era intervenuto per condannare le politiche di Israele e per dichiarare che la comunità internazionale dovrebbe prendere in considerazione delle misure contro Israele, compreso il “boicottaggio e sanzioni”, sul modello di quelle adottate vent’anni fa contro il Sud Africa. “Le politiche israeliane nei territori palestinesi sembrano così simili all’apartheid” – ha detto il diplomatico nicaraguese aggiungendo di ritenere “molto importante che noi nelle Nazioni Unite usiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose col loro nome”.

Intanto, nonostante gli appelli internazionali, prosegue il blocco totale israeliano sulla Striscia di Gaza in atto da 24 giorni. Nei giorni scorsi Israele aveva allentato la morsa consentendo l’ingresso nel territorio palestinese di 40 camion di aiuti umanitari e, per la prima volta in due settimane, di bombole del gas da cucina. Ieri il commissario Ue agli Aiuti umanitari, Louis Michel ha lanciato un appello a Israele affinché garantisca l’accesso delle organizzazioni umanitarie nella Striscia di Gaza, sotto embargo cosi come in Cisgiordania. “La nostra principale preoccupazione è che gli aiuti umanitari raggiungano le popolazioni civili che ne hanno maggiormente bisogno” – ha affermato Michel in una nota. “Ho più volte condannato i lanci di razzi contro i civili israeliani, e ribadisco questa condanna oggi. Tuttavia, la chiusura continua dei posti di blocco a Gaza è una forma di punizione collettiva contro i civili palestinesi che viola le regole umanitarie internazionali” – ha aggiunto il commissario europeo.

L’Egitto aprirà oggi per tre giorni il terminal di Rafah, alla frontiera con la Striscia di Gaza, per permettere il passaggio di circa 3mila pellegrini palestinesi diretti alla Mecca mentre ieri lo stesso passaggio è stato aperto per far passare 120 malati palestinesi che necessitano di cure in degli ospedali egiziani.

Oggi, in occasione della ‘Giornata di solidarietà internazionale con il popolo palestinese’ un ampio cartello di associazioni invita ad unirsi alla manifestazione nazionale di Roma promossa dal Coordinamento delle comunità palestinesi in Italia e dall’Unione Democratica Arabo Palestinese. “Il popolo palestinese dopo 60 anni di espropri, vessazioni e violenze, ha visto negli anni della seconda Intifada ridurre progressivamente il suo spazio di rappresentanza e prospettiva politica nei Territori Occupati, in Israele e nel resto del mondo” – riporta la nota delle associazioni che chiede di unirsi “nella denuncia dell’assedio di Gaza”, “lo smantellamento del regime di apartheid determinato dal Muro e dalle colonie israeliane” e “la revoca degli accordi di cooperazione militare Italia-Israele e il ritiro delle truppe dai vari teatri di guerra”. [GB]

 

 

 

 

 

 

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