I coloni israeliani celebrano rituali di matrimonio ad Al-Aqsa, violando un accordo di vecchia data

Gerusalemme-Ma’an e Wafa. In violazione di un accordo di vecchia data tra Giordania e Israele, che impedisce rituali religiosi non musulmani nella Moschea Al-Aqsa, nella Gerusalemme Est occupata, un gruppo di israeliani avrebbe eseguito mercoledì un rituale di matrimonio all’interno del complesso.

L’agenzia di stampa Wafa, dell’Autorità Palestinese (ANP), ha riferito che un gruppo di israeliani ultra-religiosi ha eseguito un rituale di matrimonio sotto la protezione della polizia israeliana.

Anche se è consentita la visita ebraica nel complesso, è proibito il rituale non musulmano in base a un accordo firmato tra Israele e il governo giordano dopo l’occupazione illegale di Gerusalemme Est nel 1967 da parte di Israele.

Nonostante l’accordo con la Giordania – che è il custode di Al-Aqsa – le autorità israeliane permettono regolarmente ai visitatori ebrei di entrare nell’area, spesso sotto scorta armata. Tali visite sono in genere effettuate da estremisti che tentano di alterare lo status quo del luogo sacro islamico, mentre i Palestinesi sono sottoposti a restrizioni nell’accesso, compresi i divieti di ingresso e le detenzioni.

Il complesso di Al-Aqsa, che si trova sopra la piazza del Muro Occidentale (Muro di Buraq -per gli ebrei “Muro del Pianto”), ospita sia la Cupola della Roccia che la moschea Al-Aqsa. Il terzo luogo più sacro dell’Islam è anche venerato come il luogo più sacro del giudaismo, poiché situato dove gli ebrei credono si trovassero il primo e il secondo tempio.

Traduzione di Daniela Caruso

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