Conferenza dei Palestinesi in Europa: riconciliazione nazionale opportunità per proteggere i diritti del nostro popolo

_DSC82241Parigi-Quds Press/PRC. La conferenza dei “Palestinesi in Europa”, giunta alla sua XII edizione, ha auspicato il rinnovamento dell’organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) attraverso la formazione di un’assemblea nazionale che “distribuisca i poteri ed impersoni fedelmente la volontà e le esigenze del popolo palestinese nel suo insieme”.

Nella sua dichiarazione conclusiva, la conferenza ha inviato un messaggio a quanti si interessano alla questione palestinese, sensibilizzandoli ad agire attivamente affinché venga posta fine alle ingiustizie arrecate ai Palestinesi. Un invito specifico è stato rivolto ai Paesi che ospitano profughi palestinesi affinché tali ospiti vengano trattati con umanità. Alla Lega Araba, in particolare, sono stati ricordati gli impegni da essa assunti con la sottoscrizione del Protocollo di Casablanca del 1965 riguardo il trattamento dei rifugiati: tale accordo implica necessariamente una presa di coscienza e, quindi, un’assunzione di responsabilità da parte dei Paesi firmatari nei confronti dei temi fondamentali del diritto al ritorno dei Palestinesi e, più in generale, dei loro diritti umani e civili.

IMG-20140505-WA0009La conferenza ha salutato con gioia l’accordo di riconciliazione intra-palestinese, considerandolo un’ottima opportunità sia per il consolidamento della situazione interna, che per la promozione delle iniziative tese a proteggere i diritti dei Palestinesi ed a combattere le strategie dell’occupazione.

La conferenza, tenutasi a Parigi sabato 3 maggio, ha inoltre accolto con entusiasmo tutte le iniziative finalizzate al rafforzamento dell’autorità legale palestinese a livello internazionale. L’adesione ad accordi ed organizzazioni internazionali viene infatti considerata un’ottima strategia al fine di rafforzare lo schieramento palestinese nella lotta contro l’occupazione, creando i presupposti per una cessazione definitiva delle violazioni ai danni dei diritti dei Palestinesi.

La conferenza ha poi sottolineato le responsabilità europee in riferimento alla Nakba che, nel 1948, ha colpito il popolo palestinese, costretto a pagarne il prezzo fino ad oggi.

Nella dichiarazione finale, “Palestinesi in Europa” ha annunciato la propria intenzione di “aderire alla campagna per indurre la Gran Bretagna, principale responsabile della Nakba, a chiedere ufficialmente scusa al popolo palestinese”, sottolineando che “gli impegni assunti dai Paesi europei e dalle istituzioni dell’Europa non possono essere compatibili con alcun tipo di cooperazione o sostegno alle autorità dell’occupazione israeliana in Palestina”.

La conferenza ha quindi auspicato che l’Europa annulli al più presto i trattati stipulati con Tel Aviv.

I partecipanti alla conferenza hanno osservato con interesse le iniziative civili organizzate in Europa e nel mondo in sostegno dei diritti inalienabili del popolo palestinese, così come le prese di posizione e le campagne indette contro l’occupazione ed il regime dell’apartheid attraverso cui vengono perpetrate politiche d’aggressione e d’embargo.

 

La Conferenza è stata organizzata dalla Segreteria generale della Conferenza dei Palestinesi in Europa,  dal Palestinian Return Centre di Londra, e dal Palestinian Forum in Francia. Lo slogan è stato: “Una Palestina unita per la promessa del ritorno”.

Erano presenti politici, diplomatici, il portavoce del Parlamento palestinese, Aziz Dwaik, il vice-presidente dell’Assemblea costituente tunisina; l’ambasciatore palestinese in Francia,

Hayel Al Fahom; Abdallah Bin Mansour, presidente della federazione delle organizzazioni islamiche in Europa; Omar al-Asfar e Intisar Abas, membri della Segreteria generale della Conferenza dei Palestinesi in Europa.

Traduzione di Giuliano Stefanoni

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