Cresce la rabbia mentre Israele trasforma una moschea in enoteca

PIC. Attivisti hanno rivelato i tentativi attuati da Israele per trasformare una storica moschea nella città di Majdal, che si trova all’interno dei territori occupati nel 1948 (Israele), in un museo e negozio di liquori.

Un video postato su Facebook dagli attivisti del gruppo chiamato “Eraf Watanak” mostra la trasformazione messa in atto dalle autorità israeliane che hanno adibito la moschea a enoteca e salone espositivo.

I documenti allegati al video mostrano che la moschea risale all’era ottomana e che fu istituita in seguito alla liberazione di Gerusalemme da parte di Salah al-Din al-Ayubi.

“Questa è un’ulteriore prova dei piani di Israele in violazione della sacralità dei luoghi di culto”, ha affermato l’avvocato Khaled Zabarqa. “La moschea porta ancora i segni delle sue origine islamiche: sono ancora presenti un minareto, un mihrab (una nicchia semicircolare nella parete di una moschea che indica la qibla, ovvero, la direzione della Kaaba a La Mecca e quindi il punto verso cui i musulmani si rivolgono durante la preghiera) e un minbar (un pulpito nella moschea da dove l’imam pronuncia i sermoni).

“Aprire un bar e un ristorante nella moschea rappresenta una pericolosa violazione della sacralità del sito e una provocazione ai seguaci dell’Islam di tutto il mondo”, ha inoltre dichiarato, facendo appello alle istituzioni competenti affinché intervengano immediatamente per fermare tali aggressioni da parte di Israele.

Traduzione per InfoPal di Giulia Zeppi

https://www.globalresearch.ca/anger-soars-as-israel-turns-mosque-into-wine-shop/5654077

 

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