Dal 2015, 300 ordini di arresti domiciliari contro minorenni palestinesi

La Commissione degli Affari dei prigionieri e degli ex detenuti ha registrato, dalla fine del 2015, 300 casi di arresti domiciliari contro i minorenni palestinesi che vivono nella Gerusalemme occupata.

Il presidente della commissione, Issa Qaraqe, ha denunciato le crescenti misure repressive israeliane e i rapimenti di bambini e donne palestinesi nella Gerusalemme occupata.

Qaraqe ha spiegato che, da ottobre 2015, 300 ragazzini hanno ricevuto l’ordine dei domiciliari. 20 sono ancora confinati all’interno delle loro case di famiglia.

Ha aggiunto che la maggior parte dei minorenni che ha incontrato sono stati arrestati subito dopo aver terminato il loro periodo di carcere, che andava da sei mesi a un anno.

In tali casi, i genitori sono costretti a trasformarsi nei carcerieri dei loro figli per paura di essere penalizzati, multati o incarcerati a loro volta dalle autorità di occupazione israeliane.

“La politica degli arresti domiciliari è una punizione sia per il bambino sia per i suoi genitori – ha avvertito Qaraqe-. Certamente infligge serie ripercussioni sul corpo e sulla psiche influendo sul suo presente e sul suo futuro”.

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