Il commiato alla salma del giovane Shahin trattenuta per un anno da Israele

Betlemme – Ma’an. Nella serata di mercoledì, presso il campo profughi di Nuseirat,  nel centro della Striscia di Gaza, una moltitudine di Palestinesi ha dato l’estremo saluto al diciassettenne Amad Khalil Shahin, poche ore dopo che le forze israeliane ne avevano rilasciato la salma dopo averla trattenuta per circa un anno.

Il corteo, partito dalla casa del giovane all’interno del campo, si è prima diretto verso la moschea Hassan al-Banna per la recita dell’orazione funebre, per poi concludere la propria marcia presso il Cimitero dei Martiri, dove grida di rabbia e di condanna si sono levate all’indirizzo dei crimini perpetrati in continuazione dall’occupazione israeliana contro la nazione palestinese.

Il ragazzo era morto il 3 novembre 2018, ma le autorità israeliane, che lo avevano arrestato durante lo svolgimento della Grande marcia del Ritorno che si tenne in quei giorni a ridosso dei confini orientali del campo di Bureij, hanno rilasciato il corpo solo mercoledì, presso il varco di Beit Hanun, nel nord della Striscia.

Traduzione per InfoPal di Giuliano Stefanoni

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