La storia palestinese e la narrazione sionista.

 La storia palestinese ha sofferto della forza preponderante della narrativa sionista dominante, che non ha permesso la circolazione di una “controstoria” riguardo alla Palestina, eccetto quella elaborata da Israele.

I palestinesi sono stati le vittime della fortuna sionista. Data la relativa assenza di qualsiasi spazio concesso ai palestinesi per mettere a fuoco una loro narrativa e per fare circolare una loro verita’, il sostegno statunitense fornito ad Israele per sopprimere I diritti civili e nazionali dei palestinesi e’ andato avanti sostanzialmente invariato. La censura della cultura palestinese ha fatto in modo che la conservazione stessa delle memorie palestinesi fosse molto difficile.

Il moderno movimento sionista originariamente immagino’ che la Palestina fosse vuota e senza storia: “una terra senza popolo”, come diceva il suo slogan. Cosi’, man mano che I sionisti si stabilivano nel territorio, si premuravano di cancellare tutte le tracce arabe, tutto cio’ che smentiva questa fantasia. Il territorio doveva essere “riempito”, centimetro per centimetro, di storia ebraica e cio’ poteva essere fatto solo ostruendo o estirpando la storia palestinese. 418 villaggi palestinesi furono cosi’ cancellati per sempre dalla faccia della terra, e tali tracce acquisirono successivamente una identita’ ebraica.

Il 24 aprile 1948, I 5000 residenti palestinesi di Balad al Sheikh fuggirono a causa di un attacco dell’Hagana (terroristi paramilitari ebraici) seguente allo “svuotamento” di Haifa dei residenti palestinesi. La comunita’ fu ribattezzata Tal Chanan e occupata dagli ebrei. Il mausoleo di Balad al Sheikh (costruito in memoria dell’eroe della rivoluzione palestinese Ezzedin al Qassem) fu lasciato andare in rovina, e la tomba di al Qassem fu ripetutamente vandalizzata.

Fin dall’inizio, I leaders sionisti bollarono I nazionalisti palestinesi come “gangsters” e “terroristi”. Non riconoscendo altra causa nazionale che la propria, diventava vitale ed un ottimo strumento di propaganda lo svilimento del sentimento nazionale palestinese. In privato, pero’, I leaders Sionisti usavano toni differenti. Due settimane dopo l’assassinio di Ezzedin al Qassem, Davide ben Gurion diceva ai suoi compagni del Mappai: “Questa e’ la prima volta che gli arabi hanno una sorta di Tel Hai… un uomo che spontaneamente da’ la sua vita per il movimento.” Ben Gurion considerava Qassem come il “Trampeldoor” arabo. Dato il panico dell’Occidente verso il terrorismo, questa designazione e’ il mezzo piu’ potente per squalificare il passato palestinese (ed il presente).

“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identita’ nazionale, perche’ noi glielo avremo estirpato” (Davide Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)

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