Nonostante il cessate il fuoco unilaterale annunciato da Olmert, l’aviazione ha continuato a bombardare la Striscia. 2 morti e decine di feriti. Bilancio provvisorio: 1234 morti e 5450 feriti.

Gaza – Infopal, 18 gennaio, ore 14

Sono stati prelevati 95 palestinesi morti da sotto le macerie, dopo il ritiro dei corazzati israeliani. Fino al momento, il numero delle vittime è di 1305 (417 bambini, 120 donne, 120 anziani, 14 soccorritori, 4 giornalisti e 5 stranieri) e quello dei feriti di 5450.

Il dott. Mu’awiya Hasanen, direttore del servizio di pronto soccorso di Gaza, ha affermato la notizia del ritrovamento di 95 cadaveri nella zona del quartiere at-Tuffah, a Gaza City, a Jabaliya, ad ar-Ris e al-Khashef, al-Atatrah, al-Qarm, e nel quartiere az-Zaitun, a est di Gaza.

Il medico ha confermato la presenza di altre decine di corpi ancora sotto le macerie, nelle zone che hanno vissuto scontri o bombardamenti.

Secondo i testimoni oculari, i corazzati israeliani si sono ritirati lontano dalle case, a sud, a nord e a est di Gaza, mentre sono rimasti nell’area dell’ex colonia Nitsarim. Ciò significa che la strada tra Gaza e la Striscia centrale è rimasta chiusa.

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Ore 11. Israele ha annunciato il cessate il fuoco a partire da questa mattina alle 2, ma già 2 palestinesi sono stati uccisi, e altri sono stati feriti. Lo hanno rivelato fonti mediche in Gaza.
Nel frattempo, i soccorritori continuano a estrarre cadaveri da sotto le macerie.

Nonostante la tregua, la popolazione della Striscia ha udito esplosioni e il sorvolo di aerei militari. L’aviazione ha bombardato il sud di Rafah e lanciato bombe al fosforo contro il quartiere at-Tuffah, a Gaza City. Bombardamenti anche a Jabaliya.

Il personale sanitario, che sta cercando di recuperare i numerosi cadaveri ancora sotto gli edifici distrutti, parla di “scene raccapriccianti”, di corpi a pezzi, carbonizzati, in decomposizione. E la maggior parte sono di donne e bambini.

Rimarrà chiuso il “corridoio” tra il nord e il centro della Striscia di Gaza, occupato dall’esercito di Israele. Le truppe israeliane sembra si siano ritirate dai quartieri di Zaitoun, ash-Shaf e at-Tuffah nella città di Gaza.

Il bilancio di 22 giorni di massacri è di 1.234 morti, di cui un terzo bambini, e oltre 5.450 feriti. Ma ci sono ancora tanti cadaveri sotto le macerie…

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Olmert annuncia il cessate il fuoco unilaterale nella Striscia di Gaza, ma i palestinesi non si fidano.

Da Vittorio Arrigoni: Trasgredita subito la tregua israeliana.
 
ore 2,55 del mattino
 
Testimoni oculari, fra cui l’italiano Vittorio Arrigoni e lo spagnolo Alberto Arce,
hanno osservato dalle finestre del palazzo Ramattan, al centro di Gaza city,
esattamente alle ore 2,12, un elicottero israeliano spargere bombe al fosforo bianco sopra un quartiere a nord della città.
 
Pochi minuti prima, una bomba era caduta a sud-est di Gaza city, una coltre di fumo nero si alza sopra gli edifici evidentemente in fiamme.
 
Telecamere di Ramattan e Al Jazeera hanno ripreso entrambi i bombardamenti.

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Gaza – Infopal, 18 gennaio, ore 1. Ieri sera, il premier israeliano uscente, Ehud Olmert, ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale a partire dalle 2 di questa mattina. Tuttavia, ha fatto sapere che le forze di occupazione rimarranno nella Striscia di Gaza “finché Hamas non accetterà la tregua”.

Bilancio del genocidio. 22 giorni di bombardamenti di cielo, mare e terra hanno provocato oltre 1.200 morti e circa 5300 feriti, di cui centinaia sono in gravissime condizioni.

Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato un’altra scuola dell’UNRWA, dove avevano trovato rifugio centinaia di cittadini.

‘Obiettivi raggiunti’. Durante una conferenza stampa svoltasi ieri sera, Olmert ha fatto sapere che “gli obiettivi israeliani sono stati completamente raggiunti, e sono andati anche più in là”. Sarebbe interessante capire se si riferiva al consenso popolare israeliano ottenuto attraverso una campagna di manipolazione mediatica ben orchestrata, e in vista delle imminenti elezioni, oppure se pensava al bilancio delle vittime

Lezioni di cinismo. Il premier israeliano ha affermato di essere “dispiaciuto per la sofferenza causata da una situazione insostenibile. Israele ha usato la propria forza ma con tutta la sensibilità possibile nei confronti della popolazione civile”, e ha accusato Hamas della responsabilità di aver costretto le forze israeliane ad agire… palestinesi, andate oltre le aspettative (le 800 annunciate poco prima dell’inizio dell’operazione “Piombo fuso”).

La risposta di Hamas. Da parte sua, i leader del movimento di resistenza islamica hanno dichiarato che non riconosceranno il cessate il fuoco israeliano, poiché le truppe israeliane continueranno a rimanere nella Striscia.

‘Delegazioni al Cairo’. In queste ore, delegazioni israeliane e di Hamas si trovano in Egitto dove si stanno svolgendo “colloqui indiretti” per trovare un accordo di cessate il fuoco definitivo.

Tregua o trappola?
L’esercito israeliano rimarrà dunque nella Striscia di Gaza: l’annuncio del cessate il fuoco potrebbero essere l’ennesima trappola o propaganda israeliana.


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