OCHA, in 2 settimane, Israele demolisce 8 strutture palestinesi: 26 sfollati

Gerusalemme-WAFA. Adducendo come motivazione la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele, le autorità israeliane hanno demolito o sequestrato 8 strutture nell’area C della Cisgiordania occupata e Gerusalemme Est, dislocando 26 persone e coinvolgendone altre 29. E’ quanto ha evidenziato il rapporto bisettimanale sulla protezione dei civili relativo al periodo tra il 24 dicembre 2019 e il 6 gennaio 2020 pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) nel Territorio palestinese occupato.

L’OCHA ha affermato che cinque di queste strutture, di cui tre precedentemente fornite come assistenza umanitaria, sono state demolite o sequestrate in due comunità di pastori situate in aree chiuse dalle autorità israeliane per l’addestramento militare o “zona di fuoco”. Le altre tre strutture erano situate a Gerusalemme est.

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, nel 2019 sono state demolite o sequestrate in totale 621 strutture palestinesi in Cisgiordania, la maggior parte per mancanza di permessi, dislocando 914 palestinesi; queste cifre rappresentano rispettivamente un aumento del 35 e del 95% rispetto al 2018.

Ha anche affermato che nel 2019 le forze israeliane hanno ucciso 15 palestinesi e ferito altri 3162, di cui 104 con munizioni letali, durante le proteste e gli scontri in Cisgiordania.

Il 1° gennaio, ha affermato l’OCHA, le autorità israeliane hanno sradicato 147 ulivi, che avevano 25-30 anni, colpendo il sostentamento di otto famiglie palestinesi del villaggio di al-Jaba, nel distretto di Betlemme, affermando che si trovavano in un’area designata come “terra statale”. Una delle famiglie colpite ha riferito che un’obiezione che avevano presentato alla cosiddetta amministrazione civile israeliana, un braccio del governo militare, contro lo sradicamento è ancora pendente.

Il 2 gennaio, le autorità israeliane hanno sequestrato un veicolo 4×4 utilizzato per trasportare personale medico e attrezzature in una clinica sanitaria mobile nella zona di Massafer Yatta, a sud di Hebron. L’equipaggio del veicolo è stato fermato per alcune ore. Senza questa clinica mobile, i residenti sono costretti a percorrere lunghe distanze per accedere ai servizi di assistenza sanitaria di base.

I motivi per il sequestro del veicolo, che è stato fornito dal ministero della Sanità palestinese, rimangono poco chiari, ha affermato l’OCHA. Massafer Yatta è designata come “zona militare” e i suoi 1.300 residenti rischiano il trasferimento forzato.

Traduzione per InfoPal di L.P.

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